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La mia bucketlist: i prossimi viaggi che vorrei fare

Lo so, lo so non è ancora il momento di prenotare un nuovo viaggio e chissà tra quanto sarà possibile ripartire, ma almeno posso fantasticare sulla mia bucketlist?? C’è chi guarda trasmissioni su case da milioni di dollari o video di macchine che costano come un piccolo continente, questo tutto sommato è un sano passatempo. Il fatto che per ogni destinazione io abbia già architettato un programma di viaggio e fatto un preventivo è unicamente in linea con la mania di controllo tipica del mio segno zodiacale (vergine, e ho detto tutto).
Certi viaggi sono nel mio sbrilluccicante taccuino da anni, mentre altri paesi li ho riconsiderati solo dopo aver fatto accurate ricerche per qualcun’altro. Insomma stringendo il campo questi sono i prossimi paesi che spero potranno prendersi presto un posticino nel menù del mio blog.

INDOCINA

Che io abbia una smodata passione per il Sud Est asiatico è cosa assolutamente nota ai più e, nel mio roboante desiderio di moltiplicare le esperienze che mi rendono felice, l’Indocina si accaparra di diritto il primo posto di questa farneticante lista!
Solo sentire la parola Indocina richiama alla mente avventure esotiche, imperi perduti, templi dorati e un fortissimo invito all’esplorazione. A dirla tutta quest’esplorazione è iniziata una decina di anni fa con un viaggio in Malesia seguito da Singapore, Birmania, Thailandia e Vietnam ma per completare il gran tour ho in mente uno strepitoso viaggio che partirà dal nord della Thailandia e scenderà fino alla Cambogia passando dal Laos.

L’idea grossomodo è di atterrare in Thailandia a Chiang Mai (che in dicembre è anche più conveniente rispetto a Bangkok) e dirigersi verso Chiang Rai per passare il confine e solcare le torbide acque del Mekong fino a Luang Prabang, ex capitale del Laos sospesa nel tempo e traboccante di architettura buddhista. Da lì proseguiremo sulla panoramica Ruote 13 che collega Luang Prabang a Vientiane passando dai verdeggianti picchi calcarei di Vang Vieng.
Un volo ci condurrà nel sud del paese, più precisamente nel fertile distretto di Champasak dove potremo visitare la regione delle 4000 isole e l’Altopiano di Bolevan famoso per le scroscianti cascate e i villaggi delle minoranze etniche. Da qui ci imbarcheremo nuovamente, questa volta per arrivare in CambogiaSiem Raep dove ci attenderà uno dei luoghi che desidero vedere da sempre: Angkor Wat, il capolavoro assoluto dell’architettura khmer

Stupore, meraviglia, esplorazioni, caldo e ancora meraviglia e sarà arrivata l’ora di rientrare in Thailandia, ma questa volta con un volo su Bangkok, che io amo smodatamente e alla quale, se posso, lascio sempre un posticino in ogni viaggio in Asia. Favola, no?!? Tempo stimato 23 giorni inclusa la sosta a Bangkok. Ora resta solo da capire di che anno!

ARIZONA & NEW MEXICO

Anche il mio amore per i parchi e le zone selvagge degli Stati Uniti è stato ampiamente documentato su questo umile sito e non sarà certo una sorpresa se sto sognando la nostra terza e migliorata impresa tra Arizona e New Mexico.
Il primo viaggio l’ho fatto a 18 anni e nemmeno lo ricordo, il secondo nel 2016 ci ha portato dal Grand Canyon alle coste della California, la terza volta ci siamo concentrati esclusivamente sui Parchi Nazionali attraversando Utah, Wyoming e South Dakota fino al Colorado, ma la quarta avventura è quella che ci metterà finalmente su un camper. Gioia grande!
Come disclaimer va detto che viaggiare in camper negli Stati Uniti non è una soluzione economica, ma dopo aver guidato sulle strade americane la voglia di campeggiare in mezzo alla natura si fa irresistibile. Tenete presente, però, che a fare la differenza è il periodo dell’anno in cui deciderete di andare: ad aprile, per esempio, il camper vi costerà dai 1.000 ai 1.500 dollari in meno che ad agosto perciò, a conti fatti, prediligerei la primavera con i prezzi più bassi, meno turisti e un clima mite. 

Quale itinerario ho pensato questa volta? Eccoci! Dopo un comodissimo volo per Phoenix si partirà subito alla volta del Saguaro National Park, con i suoi imponenti cactus giganti, per poi proseguire per la cittadina fantasma di Tombstone, le bizzarre conformazioni rocciose del Chiricahua National Monument e poi su su verso le abbaglianti dune di gesso del White Sand Dunes National Monument.
Da lì si risalirà ancora verso la
deliziosa Santa Fe, capitale del New Mexico circondata da prodigi geologici e puebli pittoreschi come l’antico insediamento di Taos. La tappa successiva sarà in Colorado nel Great Sand Dunes National Park dove si potrà assistere al curioso spettacolo delle immense dune che si ergono maestose davanti ai picchi delle montagne innevate.
Una sosta alla caratteristica cittadina western di 
Durango ci condurrà al Mesa Verde National Park dove si potrà vedere uno dei più fulgidi esempi di abitazioni rupestri del Nord America. Da qui proseguiremo verso le riserve Navajo dell’ArizonaAmmetto che così facendo torneremmo in luoghi già visti, ma il sogno di arrostire marshmallow davanti alla vista cinematografica della Monument Valley non me lo leverà nesuno!
Le tappe successive saranno
Page, con il suo sinuoso e affascinante lago, l’intramontabile Grand Canyon e la strepitosa Sedona con le sue montagne rosse e ricche di vegetazione, nella mia bucketlist da anni. Per muoversi comodamente dedicherei a questo viaggio tra i 15 e i 18 giorni.

NAMIBIA

Per chi nutre la passione dei viaggi on the road, dei panorami desertici e delle bestiole selvatiche in Namibia troverà moltissimo da amare. Sono diverse le cose che mi attirano prepotentemente verso questo straordinario paese: la possibilità di girarlo in autonomia, uno dei canyon più spettacolari ed estesi del mondo, le dune di sabbia che si tuffano nel mare e uno dei parchi nazionali più famosi del continente.

Dovendo mettere insieme tutte queste cose l’itinerario che ho minuziosamente studiato ci farà partire dalla moderna capitale Widhoek verso il Deserto del Kalahari, che si annuncia con le sue distese di sabbia rossa, e si proseguirà fino al Fish River Canyon e i suoi strapiombi risultato di migliaia di anni di erosione. Dopo aver perlustrato il rim in lungo e in largo si risalirà verso Aus dove si potranno ammirare i cavalli selvaggi del deserto proseguendo verso il villaggio fantasma di Kolmanskop e la curiosa cittadina in stile bavarese di Luderitz arroccata sulla costa del deserto che affaccia sul mare.
Dopo questa prima dose di sorprese (e speriamo nessuna gomma bucata), si procederà a spron battuto verso Sesriem dove si trova l’iconico Parco di Sossusvlei con le sue maestose dune rosse e l’irreale spettacolo della depressione di Deadvlei con le celebri acacie annerite dal sole. Fascino, sorpesa e giubilio e si riprenderà verso la piccola città costiera di Swakopmund dove si potrà scendere a tutto gas dalle dune di Sandwich Harbour verso l’oceano.
La tappa successiva sarà nella regione arida e montagnosa del Damaraland dove si trovano Spitzkoppe, la suggestiva zona delle Erongo Mountains e ci si fermerà, infine, ad ammirare il panorama evocativo e stupefacente del Grootberg Pass. Da lì ci si dirigerà verso l’Etosha National Park, uno dei parchi africani più antichi e brulicanti di bestiole, a cui varrà la pena dedicare almeno tre giorni attraversandolo da Ovest ad Est per poi scendere di nuovo verso la capitale e rientrare in Italia. Tempo stimato 17 giorni di pura meraviglia!

CILE, BOLIVIA & ISOLA DI PASQUA

Sono sempre stata affascinata dal Cile per via della sua ricca storia e tradizione letteraria che mi ha accompagnata fin dall’adolescenza con i suoi straordinari scrittori e poeti. Senza contare che questa parte di mondo sfoggia alcuni dei panorami terrestri più sorprendenti che si possano immaginare e una vivace attività geotermica in grado di affascinare ogni viaggiatore. Insieme alla Bolivia, il nord del Cile condivide il territorio delle Ande Centrali dove ogni giorno va in scena lo spettacolo della natura tra lagune, vulcani, distese di sale, isole di corallo e una fauna impavida. Oltre a questa zona, il viaggio che ho nel cuore non poteva che prevedere un’estensione all’Isola di Pasqua, uno dei luoghi più avvincenti e misteriosi del pianeta sperduto nella sconfinata distesa dell’Oceano Pacifico.

Partendo con un volo da Santiago del Cile, la prima tappa sarà nella zona di San Pedro de Atacama dove si concentrano alcuni dei prodigi geologici più entusiasmanti del paese, il Salar de Atacama con la sua immensa distesa di sale, le lagune Miscanti e Miñiques all’interno della Reserva Nacional de los Flamencos e il grazioso villaggio di Socaire. A pochi chilometri dalla cittadina di San Pedro si potranno raggiungere anche la Laguna Chaxa con i suoi fenicotteri rosa, l’immenso campo geotermale dei Geyser del Tatio e la Valle della Luna dove ammirare dei tramonti sensazionali.
Percorrendo uno scenografico valico, si supererà il confine boliviano per raggiungere la Laguna Verde e la Laguna Blanca con le sue altissime concentrazioni di borace, l’area di Sol de Mañana disseminata di geyser, fumarole e pozze fangose e si raggiungerà, infine, il paesaggio inverosimile della Laguna Colorada con le sue acque rosso vivo.
La tappa successiva sarà nell’abbagliante estensione del Salar de Uyuni con tutte le sue imperdibili attrazioni per poi spostarsi nuovamente verso il Cile attraversando il Salar de Coipasa fino al villaggio di Cariquima. Si terminerà questo itinerario a Iquique con i suoi villaggi fantasma ma non prima di aver visitato il Parco Nazionale del Vulcano Isluga.
Come se questo non fosse già abbastanza, con un volo interno si ritornerà a Santiago del Cile e da lì verso l’enigmatica Isola di Pasqua con i suoi imponenti Moai e una cultura perduta che da centinaia di anni affascina da generazioni di esploratori. Per completare questo itinerario prendendosi il giusto tempo per ogni visita dedicherei almeno 17 giorni.

UZBEKISTAN

L’Uzbekistan è un paese ancora relativamente sconosciuto al turismo di massa. Situato nel cuore dell’Asia centrale, è stato per secoli crocevia di popoli e civiltà che hanno lasciato la loro impronta attraverso un mirabolante patrimonio artistico e culturale. Pensando all’Uzbekistan vengono in mente Gengis Khan, Alessandro Magno, i caravanserragli, Samarcanda, la Via della Seta e le antiche madrase. Un’impareggiabile unione tra storia, tradizioni, arte e cibo perchè uno degli aspetti più sottovalutati di questo paese è proprio la ricca cultura gastronomica che non vedo l’ora di provare.

Il periodo migliore per visitarlo sarà sicuramente la primavera quindi mi sono immaginata un itinerario di 12 giorni che attraversa il paese da ovest a est.
Dopo aver perlustrato la capitale Tashknet, si raggiungerà con un volo interno l’aeroporto di Nukus da cui partire diretti per un’avventura sull’arido e desolato Altipiano di Ustyurt dove si raggiungerà il Lago Sudochie e si potrà dormire in una yurta sotto le stelle. Qui ci si potrà imbattere in ciò che resta del Lago di Aral, visitare lo spettrale cimitero delle navi, la cittadina fantasma di Moynaq e le rovine di Mizdakhan.
Il viaggio proseguirà per Khiva ma non prima di aver fatto una sosta per ammirare gli incredibili resti delle fortezze dalle pareti di fango nella zona di Elliq Qala.
Dopo aver trasccorso un’intera giornata a scorrazzare per le polverose stradine e gli intricati mosaici della città-museo di Khiva si potrà mettere alla prova l’efficentissimo sistema ferroviario uzbeko in direzione Bukhara. Dicono che quest’antica città stracolma di meraviglie sia il luogo più indicato per avere un’idea di come fosse questa zona di mondo prima che arrivassero i Russi a stravolgere tutto con il loro socialismo e la loro architettura brutale.
Un altro treno ci porterà alla leggendaria Samarcanda, uno degli insediamenti più antichi e grandiosi dell’Asia centrale, e nuovamente Tashknet. Da qui si proseguirà per l’ultima tappa del viaggio nel Kokand e la Valle di Fergana una bellissima e fertile zona lungo la Via della Seta che arriva fino al confine con il Kirghizistan.

YELLOWSTONE & CANADA

La natura strabordante e i paesaggi sconfinati del Nord America sono un’esperienza di viaggio irrinunciabile per chi ama il silenzio dei boschi, le acque turchesi dei laghi glaciali, quelle variopinte delle sorgenti vulcaniche e le cittadine di autentici cowboy. Abbiamo unito il desiderio di avventurarci nell’ovest del Canada a quello di visitare di nuovo i parchi di Grand Teton e Yellowstone, così abbiamo preso il meglio dei parchi del nord e messo giù un itinerario che partirà da Salt Lake City e terminerà a Seattle passando dai parchi dell’Alberta e della Columbia Britannica.

Il nostro viaggio partirà da Salt Lake City dove prenderemo in affitto il nostro valente mezzo per dirigerci subito verso nord. La prima vera tappa, infatti, sarà Jackson Hole in Wyoming, una cittadina deliziosa, con un’atmosfera chic e rustica che non vediamo l’ora di assaporare di nuovo. Questa zona offre paesaggi magnifici, viste grandiose su montagne imponenti e passeggiate più o meno tranquille (l’ultima volta siamo stati rincorsi da un orso.. vediamo la prossima come andrà). 
Da lì proseguiremo verso Yellowstone che, pur avendo esplorato piuttosto bene la prima volta, meriterà una seconda visita. Dovendo fare una selezione tra le centinaia di attrazioni, ci concentreremo sulle nostre tre cose preferite: il Grand Prismatc Spring, il Norris Geyser Baisin e il Grand Canyon.
Soddisfatto il nostro momento amarcord continueremo la nostra salita verso il Glacier National Park dove potremo respirare l’aria frizzante delle montagne e percorrere la leggendaria Going to the Sun Road fino al Waterton Lakes Nationa Park, il primo parco canadese che incontreremo. 
Dopo qualche altra ora di macchina raggiungeremo Banff, il Lake Louise e il parco di Jasper. Questi luoghi sono collegati da una una delle strade panoramiche più celebri e scenografiche al mondo dove ogni dieci minuti bisogna fermarsi per fotografare una cascata, un orso che attraversa la strada, un ghiacciaio che si scioglie, un sasso o un mucchio di foglie perchè è tutto struggentemente bello. 
Il viaggio proseguirà verso Kamloops fino alla bellissima Vancouver, che merita una considerazione approfondita, e rientrerà negli Stati Uniti a Seattle, ultima tappa di questo incredibile tragitto dalle molteplici facce.
Visti i costi piuttosto esorbitanti non ci cincischieremo troppo in giro e dedicheremo a questo itinerario
circa 17 giorni, ma se venisse voglia di farlo anche a voi dovrete calcolare due giorni in più per vedere bene Yellowstone!

OASI DEL MAROCCO

Sono stata in Marocco tre volte e non sono ancora riuscita a fare un bel tour in macchina come Dio comanda. Dopo aver visto la zona di Marrakech, Essauira e Fez mi sembra giunto il momento di pensare a un itinerario che ci porti nell’entroterra per ammirare le oasi rigogliose, i minuscoli villaggi fortificati, le dune di sabbia del Sahara e le suggestive montagne dell’Atlante. Il Marocco è un paese piuttosto organizzato e si potrà visitare in tutta tranquillità e autonomia anche affittando una macchina.

Questo viaggio partirà da Marrakech, una città affascinante ricca di cultura e vita, che meriterà un giorno o due per godere appieno delle sue atmosfere pittoresche. Noi la conosciamo piuttosto bene quindi ci metteremo subito in macchina in direzione Ouzoud dove si trovano le più alte cascate del Nord Africa.
Da lì proseguiremo verso l’Alto Atlante dove, passando dalla gola di Iminifri, arriveremo a Skoura all’imbocco della Valle delle Mille Kasbah e in prossimità della Valle delle Rose. Si proseguirà per Boumalne, una delle più belle e vaste oasi della regione irrigata dal fiume Dades con le sue eccezionali gole di granito rosa.
Dopo questa vista rinvigorente si ripartirà verso l’oasi di Tinghir con il suo vasto e rigoglioso palmeto e si seguirà il corso del fiume addentrandosi nelle Gole del Todra.
Si continuerà l’itinerario verso le oasi di Erfoud e di Rissani arrivando a Marzouga, la leggendaria porta del Sahara. Qui ci addentreremo tra le dune per dormire sotto le stelle di un accampamento berbero e ammirare l’alba che abbraccia il deserto. Dopo Merzouga sarà la volta di Tazzarine e si procederà verso sud fino a Taghbalte e Zagora importante oasi ai margini del deserto.
La Valle del Draa ci accoglierà con un susseguirsi di palmeti punteggiati da numerose fortezze d’argilla fino alla cittadina di Ouarzazate con le sue affascinanti kasbah. L’itinerario a questo punto tornerà verso Marrakech per raggiungere il Deserto di Agafay, una distesa di colline di pietra e profondi canyon disseminato da accampamenti berberi che ci ospiteranno ancora una volta per la notte. 
Per chiudere questo viaggio tra oasi, montagne deserti di sabbia e roccia raggiungeremo la costa dell’Atlantico dove passeremo qualche giorno nella cittadina di Essaouira con la sua sensazionale medina, l’ottima cucina di pesce e un’atmosfera allegra e pittoresca.
Per concedersi il giusto tempo e vedere tutto con calma bisognerà dedicare a questo itinerario 12 giorni pieni. Chi avrà l’opportunità di partire all’inizio del mese di maggio potrà ammirare la fioritura delle rose e magari assistere alla tradizionale e suggestiva festa del raccolto.

PACIFIC NORTH WEST

Sono sempre a caccia di itinerari nella natura degli Stati Uniti e questo è veramente pazzesco! Non è stato semplice progettare questo viaggio poichè le cose da vedere tra Washington, Oregon e California del Nord sono innumerevoli e capire come costruire un itinerario che avesse un senso e permettesse di vedere ogni giorno qualcosa di strepitoso non è stato uno scherzo. Ma andiamo subito al sodo. 

Il terzo tour negli Stati Uniti di questa bucket list sarà di nuovo un road trip e questa volta partiremo da Portland in Oregon, una città eclettica e hipsterissima con una piccola galassia di micro birrifici, locali alla moda e quartieri verdissimi.
La prossima tappa sarà nel parco nazionale di Olympic dove in un area relativamente contenuta si possono ammirare paesaggi diametralmente opposti, dalle alte vette di Hurricane Ridge alla frastagliata costa verdeggiante di Cape Flattery fino a una delle pochissime foreste pluviali temperate del pianeta, la Hoh Rainforest.
Da qui si scenderà verso Astoria, rinomata città fluviale sulla foce del Columbia River, e si percorrerà tutta la costa dell’Oregon inciampando qua e là in meraviglie straordinarie come i panorami di Cannon Beach, il bizzarro cratere marino di Thor’s Well, la moltitudine di fari disposti in modo coreografico lungo tutto il litorale e le incredibili dune di sabbia di Florence.
Arrivati a Crescent City saremo già in California ma, soprattutto, ci si potrà addentrare in una dei luoghi più spettacolari del pianeta, la cortina di boschi di sequoie dei Redwood National Parks. Qui attraverseremo la celebre Avenue of the Giants per raggiungere la romantica Mendocino con il suo stile New England e gli scorci memorabili sulla costa. La tappa successiva sarà nella Napa Valley, la wine county più celebre degli Stati Uniti punteggiata da cittadine chic, cantine pluripremiate e morbide colline.
Dopo una breve sosta nella Old Sacramento sarà ora di arrampicarsi verso il Lake Tahoe che, con le sue acque da Costa Smeralda e i sentieri panoramici, potrà offrire qualche giorno di relax. Si proseguirà, poi, verso nord raggiungendo il Lassen Volcanic National Park che offrirà un radicale cambio di scenario con le surreali conformazioni laviche del Cinder Cone e si ritornerà in Oregon passando dalla graziosa Ashland, celebre per le aziende vinicole e la vivace scena culturale.
Prossima tappa sarà il Crater Lake National Park, l’inverosimile lago di acqua piovana all’interno della caldera del vulcano Mazama che regalerà delle viste di incomparabile bellezza.
Dopo tanti chilometri ci vorrà qualche altro giorno di relax e quale posto migliore di Bend, la cittadina più amata dell’Oregon con un’atmosfera vivace, rilassata e carica di energia da cui si possono fare innumerevoli escursioni.
Ritornando verso Portland si chiuderà questo loop di circa 4.500km in cui si potrà ammirare un’ineguagliabile varietà di paesaggi e atmosfere.
Non sarà sicuramente un viaggio breve, per completare tutto il giro senza correre come matti dovrete mettere in conto circa 20 giorni di puro sbalordimento.

BRASILE

Ecco, devo dire che il Brasile non l’avevo mai veramente considerato tra le mie mete del cuore. Eppure ho tutto un ramo della mia famiglia materna che si è trasferito lì all’inizio del secolo scorso e che puntualmente ci invita ad andare a trovarli. Poi una mia amica mi ha chiesto di darle un aiuto per organizzare lì il suo viaggio di nozze e bam! Mi si è aperto un mondo. Letteralmente. Il Brasile è talmente grande per per girarlo tutto ci vorrebbe un anno intero, ma intanto vediamo cosa potremmo fare in tre settimane.

La prima tappa sarà senza dubbio Rio de Janeiro, ciudade meravilhosa con uno dei panorami urbani più formidabili al mondo. Per vivere un po’ della sua atmosfera serviranno almeno due giorni e un volo di elicottero al tramonto che potrà regalare la vista che si vede qui sopra.
Subito dopo ci si sposterà con un volo interno verso Foz do Iguaçu con le sue memorabili cascate che potremo esplorare sia dal lato brasiliano che da quello argentino. Un altro volo ci porterà a Salvador de Bahia, vivace e caleidoscopica culla delle radici afrobrasiliane del paese ed ex capitale della colonia portoghese nel nuovo mondo circondata da belle spiagge e graziosi villaggi di pescatori. Da qui si prenderà a noleggio una macchina per raggiungere l’isola Boipeba, nell’arcipelago di Tinharé, un angolo di mondo incontaminato e selvaggio che dà un’idea piuttosto realistica di cosa dev’essere il paradiso.
Nuova tappa nuovo volo, questa volta raggiungeremo Fortaleza, moderna città di mare da cui partire per un’avventura verso i parchi del Nord Est. Prima sosta sarà a Jericoacoara, villaggio semplice e grazioso circondato da alte dune dove si potranno trovare alcune spiagge epiche, lagune paradisiache e tramonti indimenticabili. Qui si esplorerà il Parco di Jericoacoara a cui seguirà il Parco del Delta del Rio Parnaíba con il suo intreccio di insenature ed isole multiformi che regalano uno scorcio di foresta amazzonica.
L’itinerario proseguirà verso la città di Barreirinhas, porta del Parco Nazionale dei Lençois Maranhenses dove potremo perderci tra dune di sabbia bianchissima intercalate da lagune cristalline. Sâo Luis do Maranhão, città di grande fascino che ha conservato intatto il più grande complesso architettonico portoghese del Sudamerica ed è considerata la patria del reggae brasiliano.
Le distanze in questo paese sono degne di nota e non mancheranno un buon numero di voli interni per coprire tutto l’itinerario. Il tempo giusto per vedere questa piccola porzione del paese è di 20 giorni a cui sono certa che seguiranno molti altri itinerari!

GIORDANIA

La Giordania meriterebbe senz’altro una spedizione più lunga e approfondita ma, con i voli low cost su Aquaba che Ryanair vende da ottobre a marzo, ne approfitteremo per fare un weekend lungo che ci permetterà di vedere due dei luoghi più epici paese
E’ da quando sono piccolina che sogno di poter vedere il tempio che custodisce il sacro graal di Indiana Jones e il deserto marziano del Wadi Rum quindi questo breve itinerario ci trasporterà dalle antiche e articolatissime vestigia dalla cultura Nabatea alla magnificenza ultraterrena del più grande uadi della Giordania.

Una volta atterrati ad Aquaba si prenderà subito la macchina in direzione Wadi Musa arrivando in tempo perfetto per vedere lo spettacolo notturno del Tesoro di Petra che ogni lunedì, mercoledì e giovedì si illumina della luce 1.500 candele con risultati a dir poco fiabeschi.
Il giorno dopo sarà tutto dedicato alla perlustrazione del sito archeologico che racchiude molte più meraviglie di quante possiamo contarne e farà scarpinare come maratoneti.
Dopo un’intera giornata a deliziarsi con meraviglie rupestri sarà ora di riprendere in mano il volante e tornare a sud verso il Wadi Rum. Qui per quel che mi riguarda c’è una parentesi da aprire perchè per me, in un contesto dalla bellezza così sfolgorante, ha totalmente senso fare un investimento e andare a dormire in uno di quei in un glamping di lusso con quelle bolle trasparenti e assurde che ti fanno godere degli scorci memorabili anche quando ti stai lavando i denti. E passarci almeno due notti.
La prima mezza giornata ci si rilassa per bene travolti dallo stupore, la seconda ci si dedica alle mille possibilità di esplorazione su palloni aerostatici, gipponi, cammelli in fila indiana, tappeti volanti e chi più ne ha più ne metta. In tutto questo giro richiederà 5 indimenticabili giorni.