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5 luoghi non perdere assolutamente nella Valle Sacra degli Incas

Se Cusco era considerata dagli Incas l’ombelico del mondo, la Valle Sacra era la ramificazione cosmica della cultura andina.
Qui la campagna, costellata da remoti villaggi e mirabili rovine, corre lungo le sponde del fiume Urubamba in un paesaggio stupefacente che passa da morbidi altipiani a picchi innevati fino alle foreste pluviali ricche di piante esotiche e fauna variopinta. Ancora oggi è possibile entrare in contatto con la cultura viva delle antiche popolazioni che custodiscono con orgoglio tradizioni, usanze, abilità artigianali e la lingua dei loro antenati quechua.
Non è possibile pensare di visitare Cusco e il Machu Picchu ignorando gli straordinari siti che popolano la Valle Sacra, ecco quali sono quelli imperdibili.

COSE DA SAPERE PRIMA DI INIZIARE IL VOSTRO TOUR

BOLETO TURISTICO | Per visitare Cusco e gran parte dei luoghi di interesse della Valle Sacra sarà necessario munirsi del Boleto Turistico, un biglietto unico che deve essere acquistato in anticipo per consentire l’ingresso a vari siti. Non è infatti possibile visitarli senza un boleto valido e non è consentito acquistare un biglietto di ingresso individuale per ogni singolo sito. Esistono quattro opzioni boleto turistico, che sono tutte valide per periodi di tempo diversi e includono siti e prezzi differenti.
Noi abbiamo fatto il boleto completo valido 10 giorni con un prezzo di S/.130 a persona che consente di vedere molti dei luoghi elencati in quest’articolo e alcune delle attrazioni da visitare a Cusco d cui vi parliamo nel nostro itinerario di viaggio.

Sarà possibile acquistare questo magico lasciapassare per la storia nella maggior parte dei siti inclusi (noi l’abbiamo acquistato a Pisac), ma potrete anche andare direttamente all’ufficio COSITUC in Avenida El Sol 185 a Cusco dal lun-sab 08:00-18:00. 

Per saperne di più potete visitare il sito ufficiale in cui sono spiegate le varie possibilità di acquisto.

1 | PISAC

Raggiungere Pisac è un’operazione estremamente avvincente che potrete fare in autonomia senza il supporto di agenzie.
Di mattina presto potrete recarvi in Calle Paputi dove troverete una compagnia, la E.T Turismo Calca, che gestisce la mini flotta dei colectivos che tutti i giorni dalle 4 del mattino alle 8 di sera parte per i paesi limitrofi. Una volta individuato il furgoncino che farà rotta verso Pisac potrete pagare al conducente S/.5 a testa per il viaggio che, in circa un’ora, vi condurrà nella graziosissima cittadina. 
Una volta lì non vi resterà che attraversare il nuovissimo ponte e vi imbatterete immediatamente in un servicio taxi che, per S/.25, vi proporrà di accompagnarvi in cima al sito archeologico. In proporzione il costo della corsa è esorbitante, ma saranno soldi spesi benissimo poichè l’alternativa low cost per raggiungere a piedi l’ingresso attraversando gli antichi sentieri inca prevede circa tre ore di cammino, ripidissime salite, gradoni alti mezzo metro e un fiato mica da ridere!
Dopo venti minuti di macchina su una strada tortuosa, arriverete all’ingresso delle eccezionali rovine belli freschi, riposati e pronti per l’avventura. Se non ve la sentirete di scendere a piedi potrete chiedere al taxi di aspettarvi e pagherete S/.25 anche per tornare in città. Personalmente crediamo che l’opzione migliore che sia salire con il taxi e scendere a piedi così da vedere le bellissimi e misteriosi resti che si trovano lungo tutto il percorso.

Una volta raggiunta l’antica cittadella si aprirà davanti ai vostri occhi il portentoso spettacolo dei terrazzamenti agricoli e una vista magnifica su tutta la valle. Questo insediamento è stato opportunamente edificato in cima a un altopiano circondato da ripide pendenze predisposte all’agricoltura attraverso gradoni mastodontici. In cima si trova il centro cerimoniale del sito e da lì potrete raggiungere i templi più in basso attraverso degli allegri sentieri scoscesi.

Per visitare il sito considerate almeno un’ora e mezza più un’altra ora e mezza per tornare a Pisac a piedi giusto in tempo per gustarvi un ottimo pranzo e fare un giretto al mercato che, per quanto sia effettivamente un “mercato domenicale”, ha una sua versione più ridotta durante tutta la settimana. 
Quando sarete pronti per rientrare potrete raggiungere nuovamente il ponte e aspettare il furgoncino per Cusco alla pensilina che si trova alla sua estremità. Volete sapere gli orari? Eh no, i colectivos passano quando passano e partono quando sono pieni quindi armatevi di pazienza e aspettate il vostro momento, non ci vorrà molto!

INGRESSO

Incluso nel Boleto turistico

ORARI

7.00 - 18.00

2 | CHINCHERO

Arroccata a 3.762 metri di altitudine, la cittadina di Chinchero è, generalmente, la prima tappa di un itinerario nella Valle Sacra. La tradizione racconta che questo fosse il rifugio di campagna preferito del decimo sovrano inca Tupac Yupanqui e qui, circondate da viste eccezionali sulle montagne, troverete una fusione di apprezzabili rovine inca e costruzioni spagnole a solida testimonianza delle culture che si sono succedute nei secoli.

Le vestigia incaiche, come d’abitudine, sono definite da importanti muri realizzati con blocchi di pietra insensatamente grandi e incomprensibilmente sovrapposti alla perfezione. Oltre che per i terrazzamenti e i centri cerimoniali, alcune di queste ingegnose costruzioni facevano parte di antichi palazzi che, però, oggi servono da sostegno alla piazza principale sulla quale svetta l’elemento coloniale più iconico: una bella chiesa riccamente decorata (per la quale va pagato un biglietto di accesso a parte). L’abitudine spagnola da queste parti ci insegna che se non si potevano spazzare via le mastodontiche opere architettoniche dei popoli conquistati ci si costruiva direttamente sopra, quindi et voilà una chiesa!

I furbi sistemi di irrigazione e i terrazzamenti costruiti durante la permanenza di Tupac Yupanqui resero il suolo talmente fertile da far diventare il villaggio uno dei maggiori produttori di patate e quinoa dell’impero Inca.
Proprio grazie a quest’abbondanza del territorio esiste ancora oggi un fascinoso mercato – più autentico, cospicuo e suggestivo di altri suoi simili – dove potrete incrociare donne in abiti tradizionali che mescolano vasconi di chicha o vendono chicharrones con dei bimbetti attacati alle gonne e agricoltori locali che praticano l’antica e tenace arte del baratto. Il mercato si tiene il martedì, mercoledì e la domenica, giorno nel quale raggiunge il suo massimo splendore. Altra peculiarità di questa zona è la mirabile produzione tessile che caratterizza la gran parte dell’artigianato locale. Venendo in settimana potrete apprezzare l’abilità delle donne chincheriane visitando una delle numerose tessiture nelle vicinanze ma, per lo più, è un’attività a scopo turistico che manca di quell’autenticità che potrete assaporare durante il mercato della domenica.

INGRESSO

Incluso nel Boleto turistico + S/.5 per accedere alla Chiesa

ORARI

9.00 - 18.00

3 | SALINERAS DE MARAS

Questo prodigio geologico vi lascerà letteralmente senza fiato (anche per via dell’altitudine)! Trovare delle saline a 3.380 metri sul livello del mare e a più di 1.000 km dalla costa è decisamente insolito e le bizzarre origini di questo luogo vanno ricercate andando indietro a 110 milioni di anni fa quando un oceano copriva la regione centrale del Perù. Secondo gli eminenti studi geologici lo scontro delle placche che portò alla formazione delle Ande avrebbe fatto sì che delle polle d’acqua marina rimanessero incastrate nelle profondità della terra creando delle sorgenti d’acqua ipersalina ricca di sodio e cloruro che, ancora oggi, alimenta le strabilianti miniere di sale.
Dopo aver percorso delle panoramicissime strade in mezzo alle campagne andine, arriverete all’ingresso di questo vivace sito caparbiamente gestito dalla comunità locale.
Per raggiungere le saline imboccherete una strada sterrata che vi offrirà dei miradores imperdibili: la visione d’insieme è incredibilmente affascinante e permette di comprendere la vastità abbagliante del luogo.

Le vasche di evaporazione con le loro sfumature che vanno dal bianco al rosato al bruno sono circa 3.000 e vengono utilizzate fin dai tempi degli Incas. Oggi sono custodite e utilizzate dalle famiglie appartenenti alla cooperativa di Maras che, come gli antichi, durante la stagione secca convogliano l’acqua che fuoriesce dal sottosuolo verso le pozze con un fitto sistema di canali. Qui, per effetto del sole e dell’altitudine, l’acqua evapora facendo affiorare i cristalli di sale che, in seguito, vengono lavorati e venduti al mercato locale.

Prima di andare potrete fare una visita alle allegre bancarelle vicine all’uscita e comprare dei deliziosi sacchettini di sale da portare a casa come souvenir aiutando allo stesso tempo l’economia del luogo.

INGRESSO

S/.10 a persona

ORARI

9.00 - 16.30

4 | MORAY

Altro bislacco e imperdibile sito all’insegna delle coltivazioni è il parco archeologico di Moray. Considerato dagli studiosi una specie di laboratorio agricolo che aveva lo scopo di testare le condizioni ambientali più favorevoli alla produzione alimentare, è un capolavoro dell’ingegneria incaica costituito da terrazzamenti concentrici edificati in una cavità naturale, probabilmente dovuta a un collasso del terreno.
Gli Incas portavano le piante dalla Foresta Amazzonica – soprattutto la loro migliore amica, la beneamata coca – e le acclimatavano gradualmente perchè potessero crescere alle alte quote delle Ande.

Ogni terrazzamento possedeva un microclima differente con uno scarto di addirittura 5°C tra il più alto e il più basso per via di una diversa esposizione a vento, sole e ai vari gradi di umidità dovuti all’irrigazione. Le piantine venivano coltivate nella parte centrale più bassa e via via che si acclimatavano venivano promosse al livello successivo. Una volta terminato il processo, i semi venivano portati nel resto dell’impero che, finalmente, poteva masticare foglie di coca come se non ci fosse un domani.

I terrazzamenti sono stati utilizzati per tutto il periodo dell’impero Inca anche per la produzione dei diversi tipi di mais e patate dolci, alimenti preziosissimi per la dieta del popolo andino.

INGRESSO

Incluso nel Boleto turistico

ORARI

8.00 - 17.00

5 | OLLANTAYTAMBO

Ultimo avamposto della rivolta incas dopo la conquista degli spagnoli e ultimo sito di valore archeologico raggiungibile con le strade moderne, ma è anche l’ultima tappa della Valle Sacra prima di raggiungere lo straordinario Machu Picchu. 
Ollantaytambo è considerata uno degli esempi più sofisticati dell’architettura incas per via del suo assetto urbanistico innovativo  e per la sua coriacea maestosità.

Alle pendici della collina che domina il villaggio si trova un complesso di edifici, templi e fonti cerimoniali mentre arrampicandosi verso la parte superiore attraverso i possenti terrazzamenti, spiccano una fortezza militare, il Tempio del Sole e una serie di spiazzi di pietra lavorata, che servivano per proteggere la valle dagli invasori. I muri dell’antica fortezza sono composti da enormi monoliti di granito che, con il loro peso medio di cinque tonnellate, si portano dietro un alone di mistero su come diamine abbiano fatto ad essere trasportati lì e issati in cima alla montagna! Le pietre sembrano saldate l’una all’altra, dimostrando una perizia tecnica inverosimile. 
Osservando la montagna di fronte a voi potrete adocchiare una costruzione caratteristica che fungeva da granaio. La posizione può risultare bizzarra ma, in realtà, era stata individuata in modo da trovare un luogo più fresco per conservare le scorte di cibo grazie ai venti della zona e, ancora più importante, perchè il profilo della montagna su cui si trovava sembra raffigurasse il volto del Dio Thunupa associato alle piogge e ai raccolti. Il percorso per raggiungere i granai parte da Calle Lares ed è molto ripido, stretto e sgaruppato quindi è sconsigliabile affrontarlo senza l’attrezzatura adatta ma, per compensare la fatica, una volta lì non ci sarà nessuno!

Una delle zone meglio conservate si estende al nord della piazza Hanan Huacaypata: un totale di 15 isolati – oggi popolati da ristorantini, negozi e piccoli hotel – dove si trovavano le antiche dimore signorili. Le stradine acciottolate fiancheggiate da piccoli canali, le vecchine che sgambettano con la schiena curvata da ceste stracolme di pagnotte fresche, le imponenti mura di pietra delle abitazioni, gli scorci sulle rovine e le montagne circostanti, contribuiscono a creare la sensazione di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Poi si ritorna sulla strada principale e la sensazione passa subito poichè, uno dei problemi che più affligge Ollantaytambo incredibile a dirsi, ma è il traffico! Dopotutto questa è la meta finale di tutti coloro che vogliono raggiungere Machu Picchu e la strada per raggiungerla è una sola.
Dalla stazione di Ollantaytambo, quindi, partiranno i treni che vi porteranno ad Aguas Caliente per continuare l’avventura in cima al Machu Picchu.

INGRESSO

Incluso nel Boleto turistico

ORARI

7.00 - 17.00