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ITINERARI | 18 giorni in Perù: dalle linee di Nazca alla Valle Sacra passando dal lago più alto del mondo

QUESTO VIAGGIO FA PER VOI SE

Avete sempre sognato di vivere un’avventura all’Indiana Jones ammirando i resti di un’antica città in mezzo alla giungla

Siete amanti della cucina e desiderate sperimentare quella che tutti gli chef stellati definiscono come la nuova grande destinazione gourmet

Amate gli animalini poffosi e desiderate abbracciare un alpachino di pochi mesi

Vi appassionano i misteri che si celano dietro alle linee di Nazca

Volete fare un trekking a 5.000 metri di altitudine senza bisogno di essere Messner

Quello in Perù è stato uno dei viaggi più belli che abbiamo mai fatto. Tutto, di questo straordinario paese, riesce a conquistarti. Dalla varietà della sua cucina alla natura esuberante, dalla cultura tradizionale, alle città pittoresche e le civiltà misteriose del passato. E gli alpaca! Tanti poffosissimi alpaca.

Fin da piccola ho sempre desiderato di poter vedere il Machu Picchu ma non avevo idea di quanti altri luoghi ad alto tasso di meraviglia si nascondessero nel variopinto universo peruviano. Quando ho iniziato a progettare il viaggio mi sono resa conto che per vedere come Dio comanda la moltitudine di bandierine che avevo apposto sulla mia magica mappa di google avremmo dovuto prevedere almeno venti giorni inclusi gli interminabili voli.

Incastrare tutti gli spostamenti e le visite è stata un’operazione piuttosto complessa che ha richiesto, come sempre, l’aiuto del pubblico di Tripadvisor che ha generosamente elargito consigli e mi ha permesso di razionalizzare al massimo il tempo a disposizione. Se non ve la doveste sentire di affrontare questa avventura da soli potrete rivolgervi a Perù Responsabile che, oltre ad essere un utente generoso e disponibile dei forum di viaggio, ha anche un’agenzia molto efficiente e seria. Personalmente io amo organizzare tutto da sola, ma durante il nostro viaggio abbiamo incontrato molte persone che si sono affidate a loro ed erano tutte estremamente felici di averlo fatto.

Organizzare un viaggio in Perù è, tutto sommato, piuttosto semplice. Gli spostamenti tra una città e l’altra li abbiamo fatti con un’iperbolica compagnia di autobus, la Cruz del Sur e, a seconda della tappa, ci siamo affidati a delle agenzie locali per pianificare alcune escursioni.
Il mio obiettivo primario era cercare di non asfaltare l’organismo con un drastico cambio di altitudine, ma di acclimatarci gradualmente senza troppe ripercussioni, quindi iniziare da Lima e passare qualche giorno ad Arequipa prima di raggiungere il Lago Titicaca e Cusco mi è sembrata la strada più semplice verso il benessere. Diciamo che per una che ha sofferto il mal di montagna perfino allo Stelvio erano delle misure cautelari necessarie. Ma bando alle ciance, passiamo al punto in cui si viaggia!

MAPPA DELL’ITINERARIO

 

LE TAPPE IN BREVE

GIORNO 1 | LIMA

GIORNO 2 | PARACAS

GIORNO 3 | NAZCA – AREQUIPA

GIORNO 4 | AREQUIPA

GIORNO 5 | AREQUIPA

GIORNO 6 | CANYON DEL COLCA

GIORNO 7 | LAGO TITICACA

GIORNO 8 | LAGO TITICACA

GIORNO 9 | LAGO TITICACA

GIORNO 10 | CUSCO

GIORNO 11 | PISAC e CUSCO

GIORNO 12 | AGUAS CALIENTE

GIORNO 13 | CUSCO

GIORNO 14 | CUSCO

GIORNO 15 | RAINBOW MOUNTAIN e CUSCO

GIORNO 16 | CUSCO

GIORNO 17 | CUSCO

GIORNO 18 | PARTENZA

Ecco a voi l’itinerario completo di questo incredibile viaggio in terra peruviana!

GIORNO 1 | LIMA MIRAFLORES

Lima è una città piuttosto bruttarella con alcune cose molto belle e una superficie urbana smisurata. Avendo a disposizione un giorno intero a Lima quello che vi consiglio di fare è di alloggiare a Miraflores e muovervi con un taxi (rigorosamente chiamato dal vostro hotel) per raggiungere il coloratissimo quartiere bohémien di Barranco.
Cos’ha da offrire Miraflores? Beh innanzitutto è una delle zone più sicure della città, il che non guasta, e poi si fregia di uno dei parchi lungo il mare più estesi e belli di sempre. Quello che magari non vi aspettereste è che a Lima ad agosto c’è mediamente il clima di Borgonovo Val Tidone a novembre, nebbia compresa. Se per questo motivo il parco costiero dovesse suscitarvi una depressione leopardiana, allora potrete dirigervi verso il Centro Commerciale Larcomar e da lì incamminatevi su Av Jose Larco verso Parque Kennedy – dove vivono centinaia di gattoni viziati – e il Mercado de Surquillo dove potrete respirare un po’ dell’atmosfera locale e deliziarvi con qualche street food. 

Ora potrete farvi chiamare un taxi e dirigervi verso Barranco, la zona più alternativa e chic della capitale. Qui graffiti e street art sono riusciti a trasformare ciò che era fatiscente in un’attrazione che sta cambiando le sorti di un’intero quartiere. A pochi passi dalla piazza principale scoprirete il MATE, Mario Testino Museum, una dimora del XVIII secolo magnificamente restaurata che ospita uno spazio dedicato, non solo al lavoro di uno dei più importanti fotografi di moda e ritrattisti del mondo, ma anche alla promozione di giovani artisti peruviani

GIORNO 2 | PARACAS

Per essere a Paracas in tempo per la prima escursione della giornata alle Isole Ballestas la sveglia suonerà molto presto per permettervi di prendere l’autobus Cruz del Sur alle 4 del mattino. Non temete, i sedili-poltrona di questa compagnia sono talmente comodi che potrete farvi una sonora dormita fino alla destinazione!
Una volta a bordo del vostro barchino sarete pronti per esplorare le “piccole Galapagos” dove, a soli 24 km dalla costa di Paracas, si radunano leoni marini, cormorani, sule dai piedi azzurri, micro pinguini dannatamente adorabili e – letteralmente – migliaia di uccelli in un festoso Woodstock dell’aviofauna marina

Lungo la navigazione che porta a queste straordinarie isolette ricoperte di guano e pennuti vi troverete di fronte al primo grande mistero che ci hanno lasciato le civiltà preincaiche: il mastodontico geoglifo conosciuto come Il Candelabro. Non si sa chi l’abbia fatto, come o perchè. Gli è stato arbitrariamente attribuito il nome di Candelabro, ma c’è anche chi pensava che rappresentasse un cactus o una pianta curativa: davanti a questa enigmatica figura potrete dare libero sfogo alla vostra immaginazione!

L’altra attività da non perdere a Paracas è una visita alla splendida Riserva Nazionale: una distesa desertica punteggiata da morbide dune che si estendono per miglia fino a quando il terreno non cade improvvisamente nell’oceano oltre le imponenti e scenografiche scogliere. Per raggiungere la riserva avrete molte opzioni, ma se sarete sufficientemente allenati potrete inforcare una bicicletta ed esplorare le sue strade sconnesse in totale autonomia. L’esperienza più divertente, però, sarà sicuramente noleggiare un minibuggy e guidarlo su e giù dalle dune facendo delle soste nei luoghi più panoramici. 

GIORNO 3 | NAZCA

Terza entusiasmante tappa di questo viaggio sarà nella fascinosissima Nazca! Lo spettacolo a cui assisterete volteggiando sopra al deserto vi lascerà senza parole (e senza spiegazioni convincenti), ma andiamo con ordine.
Per raggiungere questa città nel mezzo del prepotentissimo nulla potrete salire a bordo del vostro fidato mezzo Cruz del Sur che in circa 4 ore vi porterà nel capoluogo di quest’arida regione. Dal terminal degli autobus una breve corsa in taxi vi farà raggiungere l’Aerodromo Maria Reiche dove degli sfavillanti e minuscoli aerei Cessna non aspettano altro che farvi ammirare gli incredibili geoglifi disegnati sul terreno mentre il vostro stomaco viene shakerato per benino dalle manovre dei piloti.
Riscoperti da un archeologo peruviano nel 1927, le teorie sulla loro creazione sono abbondate sin da allora. Sia che crediate alle ipotesi più pazze sulla loro natura aliena (che per me sono le più convincenti) o all’idea che rappresentino un calendario astronomico, di certo vederle dal vivo sarà un’esperienza elettrizzante!

Dopo aver gioito con rocambolesche acrobazie aeree, potrete tornare verso Nazca per farvi una passeggiata per le animate vie del centro e gustarvi un succulento e tipicissimo pollo alla brasa peruviano. Nel pomeriggio potrete andare a visitare il Cimitero di Chauchilla dove, grazie al clima arido del deserto, son state rinvenute una quantità piuttosto inquietante di mummie in uno stato di conservazione sorprendente. Il paesaggio che fa da cornice a questo luogo è di una bellezza portentosa e, se andrete verso la golden hour, potrete godere di un’incomparabile tavolozza di colori.

Per ottimizzare gli spostamenti, vivere la vida loca e provare il brivido dell’avventura potrete decidere di andare ad Arequipa con un autobus notturno (della sempre sia lodata Cruz del Sur) e arrivare la mattina dopo belli freschi e pronti per nuove roboanti avventure.

GIORNO 4 | AREQUIPA

Arequipa è la seconda città più popolosa del paese e si trova a 2.400 metri di altezza circondata da poderosi vulcani attivi. Qui c’è molto da amare, a partire dall’incantevole centro storico con le sue romantiche strade fino ai coloratissimi mercati.
Al vostro arrivo (che se tutto andrà bene sarà verso le 7.30 del mattino) potrete subito andare a visitare il Monastero di Santa Catalina: una città nella città, un labirinto variopinto di viuzze acciottolate, minuscoli giardini con alberi di limoni, vasi di geranei appesi alle pareti bianco gesso, edifici di un color rosso amaranto e chiostri di un blu intenso che creano un’atmosfera suggestiva e insolita.

Quando sarete sufficientemente appagati dagli irresistibili scorci offerti dal monastero potrete iniziare la vostra visita della città partendo dalla bellissima Cattedrale che domina la vita brulicante di Plaza de Armas, proseguendo verso Calle la Merced dove troverete il Museo Santuarios Andinos in cui potrete osservare alcuni reperti incas e una strabiliante mummia – molto congelata e un po’ inquietante – della piccola Juanita, morta come sacrificio al Nevado Ampato oltre 500 anni fa. Da lì potrete continuare a bighellonare tra le vie adiacenti a Plaza de Armas per gustarvi un po’ della vita locale, partendo da Calle Mercaderes proseguite in San Juan de Dios verso Calle Palacio Viejo con le sue case colorate.

Per finire la giornata potrete farvi un bell’aperitivo in cima alla terrazza panoramica dell’elegante Katari Hotel da cui potrete riempirvi gli occhi con la spettacolare vista sulla piazza e gli energici vulcani che abbracciano la città.

GIORNO 5 | AREQUIPA

Il vivacissimo Mercado di San Camilo è, senza esitazione alcuna, la più bella e variopinta rassegna di bancarelle mangerecce visitate in Perù. File di donne che spelano, mescolano e spremono frutti esotici per ricavarne indimenticabili frullati, macellerie che espongono qualunque estremità commestibile di quadrupedi, pile di patate di ogni forma e consistenza, musica, colori e un’umanità allegra e pittoresca. La gamma di prodotti coltivati e prodotti in Perù è fenomenale e questo è un ottimo punto di partenza per assaggiarne alcuni dei migliori. Il Mercado di San Camilo riesce nell’intento di rafforzare il concetto di fascino e vi terrà incollati alla sua babele di prodotti freschi per un paio d’ore.

Per continuare la giornata all’insegna del folclore locale potrete farvi portare con una corsa di taxi al caratteristico quartiere di Yanahuara dove potrete apprezzare un delizioso pranzo all’aperto, in cui assaggiare alcuni dei migliori piatti che la gastronomia locale ha da offrire, nell’incantevole giardino di El Tio Dario o nel vicino ristorante Sol de Mayo che, nonostante sia più turistico, è un luogo allegro e caciarone dove, oltre alla buona cucina, verrete deliziati da un’esibizione di musica dal vivo che terrà allegri tutti i commensali. 

Dopo il pranzo potrete esplorare il quartiere partendo dalla famosissima Plaza de Yanahuara che offre il mirador più scenografico della città affacciato sul maestoso vulcano Misti e la graziosa Iglesia San Juan Bautista.

Tornando verso il centro città fate una deviazione per il delizioso Barrio de San Lazaro. Il più antico quartiere di Arequipa vi accoglierà con i suoi edifici abbaglianti punteggiati da vasi di fiori, stradine tortuose e scorci da cartolina. Questa zona si trova in una piccolo triangolo di strade tra Calle Jerusalén, Calle Puente Grau e Avenida Juan de la Torre e dista solo un chilometro da Plaza de Armas

GIORNO 6 | VERSO IL CANYON DEL COLCA

Per raggiungere il Canyon del Colca attraverserete una delle zone paesaggisticamente più entusiasmanti del Perù! Una volta superata la caotica periferia della città vi immergerete nelle formidabili pianure altoandine popolate da branchi di vigogne selvatiche, alpaca, lama e fenicotteri.
Qui lagune di rara bellezza, paludi, praterie e bizzarre formazioni rocciose dividono la scena con i possenti e vivaci vulcani che incorniciano perfettamente il paesaggio.
A Pampas Cañahuas potrete fare una sosta per osservare da vicino le stimatissime vigogne che, oltre ad essere l’animale nazionale, sono uno dei camelidi più soffici che l’universo abbia mai concepito. Proseguirete poi per Patahuasi dove incontrerete il Bosque de Piedras, una surreale formazione di pietre erose che richiamano dei pinnacoli, o dei funghi a seconda di quanta immaginazione avete.

Un’altra sosta prima di arrivare nella Valle del Colca sarà al Mirador de los Andes di Patapampa che, con i suoi 4.910 metri di altitudine, segnerà il punto più alto toccato finora. Il belvedere vi riserverà una vista che spazia a 360° su un paesaggio lunare costellato di vulcani, alcuni dei quali particolarmente vispi come il Sabancaya, che dagli anni ’90 emette ininterrottamente colonne di fumo e cenere, o l’Ampato il più alto di tutti e tristemente celebre perché alle sue pendici si consumò il sacrificio rituale della piccola Juanita. Qui l’aria è talmente rarefatta che, tra uno svarione e l’altro, inizierete a sentire tutti gli adorabili effetti del soroche.

Una volta scollinato vi basterà percorrere un’adrenalinica strada che, con un dislivello di 1.300 metri, vi porterà come in un miraggio verso la rigogliosa Valle del Colca. Potrete alloggiare a Chivay o Yanque, due graziosissime e pittoresche cittadine piene di fascino. Una volta arrivati qui potrete trascorrere il resto della giornata facendo dei trekking a piedi o a cavallo e rilassandovi immersi nelle vivaci sorgenti termali. Noi purtroppo non siamo riusciti a fare niente di tutto questo poichè siamo rimasti tramortiti dagli effetti dell’altitudine fino al mattino successivo. Grazie soroche, grazie!

GIORNO 7 | DAL CANYON DEL COLCA AL LAGO TITICACA

La mattina, nel Colca, è il momento perfetto per osservare i condor andini che volteggiano sul canyon con la loro apertura alare da piccoli aeroplani pennuti. 

Dopo una sveglia di buon ora costeggerete la valle con i suoi fitti terrazzamenti e gli adorabili villaggi fino a raggiungere il punto in cui il terreno si apre in una ferita che alla massima profondità raggiunge i 3.270 metri classificandosi come il secondo canyon più profondo al mondo.
Il Mirador Cruz del Condor è appollaiato su una parete scosciesa in cui si infilano le correnti ascensionali che soffiano dal mare permettendo alla fauna pennuta di volare sfruttando le termiche. L’orario migliore per avvistarli va dalle 7 del mattino fino alle 10 quando le correnti che agevolano il volteggiamento dei condor diminuiscono e anche loro se ne vanno poichè, con quei culoni pesanti, fanno più fatica a volare. Osservare questi bestioni che disegnano eleganti cerchi in aria è uno spettacolo unico, soprattutto quando si avvicinano e si può ammirare tutta la loro strampalata bellezza di tacchini volanti con il loro collino nudo e la testolina crestata ma il corpo possente di un’aquila.
Sulla strada del ritorno non mancate di fare una sosta al villaggio di Maca concludendo con una visita all’allegro mercato di Chivay

Il vostro viaggio nel pomeriggio proseguirà sulla carrettera interoceanica verso Puno e vi regalerà alcuni scorci di impagabile bellezza su distese desertiche e pascoli di alpaca fino all’ultima sorprendente tappa a Laguna Lagunilla a 4.444 metri di altitudine. Il mirador si apre su un lago di un blu intenso circondato da un ventaglio di montagne dorate. Qui tra alpaca che brucano e venditori locali che tessono coperte di lana da vendere ai turisti, potrete gustarvi un mate de coca per sconfiggere il mal d’altezza davanti a uno scenario da cartolina

GIORNO 8 | LAGO TITICACA

La cittadina di Puno è la porta di accesso al Lago Titicaca ed è considerata la culla del folclore peruviano. In realtà la città in sé non offre particolari attrattive, ma tutto quello che si può raggiungere da lì è talmente entusiasmante che mi sento di accordargli questo eccessivo ottimismo.
Il primo giorno potrete destinarlo a una felice esplorazione del lago, qui si sta parlando del più alto bacino navigabile al mondo grande quanto l’Umbria, popolato da 530 specie acquatiche, 6 isole, 2 etnie, innumerevoli resti archeologici e diviso tra due stati, il Perù e la Bolivia.
Tra le mille escursioni possibili, noi abbiamo deciso di visitare la magnifica Taquile a un paio d’ore di navigazione da Puno. Le intrepide barche veloci salpano ogni mattina intorno alle 7.30 con un’opportuna elasticità dovuta a quanto in fretta riescono a raggiungere un numero sufficiente di passeggeri per partire. Prima fermata: Islas Uros.

Qui avrete la possibilità di entrare in contatto con uno dei popoli più creativi di sempre che, per sfuggire all’aggressività delle tribù vicine, decise di costruirsi delle isole galleggianti fatte di torba e giunchi per starsene belli tranquilli in mezzo al lago lontano dai conflitti. Qualcuno di loro resiste ancora oggi scegliendo una vita nella naturaleza anzichè le allettanti promesse della terra ferma, ma molti di loro hanno abbandonato le isole e le raggiungono la mattina presto, prima che arrivino i turisti, continuando a tenere viva l’illusione di una nutrita civiltà galleggiante.

Dopo aver visitato quest’incredibile testimonianza dell’ingegno umano potrete godervi la navigazione fino all’isola di Taquile, un luogo letteralmente sperduto in mezzo al lago dove gli abitanti sono rinomati per le loro abilità di tessitori. L’isola è abitata da non più di duemila persone che custodiscono gelosamente cultura e tradizioni ancestrali.
Qui le leggi del Perù non valgono, gli uomini lavorano orgogliosamente a maglia, non esiste l’iniziativa privata, tutti i lavori vengono svolti per la comunità, il divorzio non è contemplato e i ruoli sociali sono indicati da berretti e borselli colorati. Qui è letteralmente un altro mondo e voi avrete la fortuna di vederlo con i vostri occhi.

GIORNO 9 | LAGO TITICACA

Il secondo giorno sul lago abbiamo deciso di trascorrerlo godendoci la bellezza sfolgorantissima e gli scorci mirabili offerti da questo angolo di mondo e facendoci coccolare dalla solida ospitalità della famiglia di Julio e Armando al Titicaca Lodge, sulla loro magnifica isola galleggiante. Tra le esperienze più belle che potrete fare durante un viaggio in Perù, questa si posiziona decisamente in pole position! Leggete questo articolo per scoprire di più sul posto e che cosa fare durante il vostro soggiorno!

GIORNO 10 | DAL LAGO TITICACA A CUSCO

“E la mattina del decimo giorno si svegliarono con la brina in faccia per contemplare un’alba favolosa” ecco come inizierete la giornata qui: infreddoliti e felici perchè, sì, freddo fa freddo, per carità, ma nessun freddo è mai stato così bello come qui!
Per arrivare a Cusco dovrete mettervi belli comodi sul vostro fidato autobus a lunga percorrenza e, per circa 6 ore, attraverserete alcune frenetiche città e diverse regioni andine di autentica e confortante bellezza.
Una volta arrivati verrete travolti dalla sua multiforme personalità ingorgandovi con un taxi nei suoi rocamboleschi vicoli, camminando al fianco di signore in abiti tradizionali che passeggiano con degli alpaca al guinzaglio, ammirando le sue colline vestite di mille luci nei colori del tramonto, osservando le incomprensibili opere ingegneristiche degli Incas e le esuberanti facciate degli edifici spagnoli.
La prima volta che sono arrivata a Plaza de Armas sono rimasta tramortita dalla sua bellezza e mi sono anche un filo commossa. (Spoiler: questa non sarà l’ultima volta che lo splendore del Perù mi farà frignare).

Passate il primo pomeriggio a Cusco a bighellonare tra le sue strette viuzze concedendovi il lusso di vagare senza meta e lasciandovi trasportare dalla sua atmosfera!

GIORNI 11 | PISAC

Pisac è uno dei luoghi più affascinanti della Valle Sacra e per visitarla al meglio dovrete dedicarle una giornata. Partendo di buon’ora arriverete prima dell’afflusso degli autobus organizzati e riuscirete ad assaporare la magia del luogo senza gli sciami di turisti vocianti. A differenza di Machu Picchu queste antiche rovine non sono troppo frequentate quindi, se deciderete di ritornare verso la cittadina a piedi attraverso i sentieri incas con una fascinosissima camminata, potrete vivere dei momenti di contemplazione in solitudine quasi totale.
Una volta visitate le rovine dedicate del tempo anche al centro della piccola cittadina e al suo variopinto mercato. In quest’articolo troverete tutto quello che dovete sapere per visitare Pisac e i principali siti archeologici della Valle Sacra.

Se avrete avuto la fortuna di una giornata tersa e non sarete troppo stanchi, una volta in prossimità di Cusco potrete chiedere al colectivo di lasciarvi al Mirador del Cristo Blanco da cui potrete apprezzare una delle più belle viste sulla città al tramonto! Da lì in una ventina di minuti sarete di nuovo a Plaza de Armas in tempo per l’aperitivo!

GIORNO 12 | LA VALLE SACRA

El Valle Sagrado de los Incas è un concentrato di rovine inverosimili, prodigi geologici, panorami mirabolanti e tradizioni ancestrali. Qui risiede lo spirito dell’antico Perù e per godervelo appieno dovrete dedicargli almeno una giornata iniziando nell’antica cittadina di Chinchero e proseguendo verso le Saline di Maras, i pazzi terrazzamenti di Moray e la parte bassa della Valle dell’Urubamba fino alla scenografica Ollantaytambo, ultimo avamposto incas prima dell’ingresso nella Foresta Amazzonica. In questo articolo troverete tutto quello che vi serve sapere per visitare i luoghi più iconografici e interessanti della Valle Sacra.

A fine giornata potrete proseguire il vostro viaggio verso Machu Picchu correndo con il treno lungo il fiume che si insinua tra montagne ricoperte di vegetazione tropicale. Arriverete ad Aguas Calientes in serata giusto in tempo per una cena e un bel sonno propiziatorio per l’avventura del giorno successivo.

GIORNO 13 | MACHU PICCHU e CUZCO

Machu Picchu è uno di quei luoghi che sognavo di vedere da tutta la vita e, quindi, quello da cui avevo più paura di restare delusa. Il timore più grande era di dover condividere uno dei momenti più sospirati della mia carriera da viaggiatrice con una folla starnazzante ma, con qualche piccolo accorgimento, si può riuscire a godere di momenti di solitudine e raccoglimento anche qui.
Se metterete la sveglia presto per prendere una delle prime navette riuscirete sicuramente ad entrare nella straordinaria cittadella con poca gente: ammirare il sole che sorge sulle rovine è uno spettacolo di una bellezza travolgente.
Una volta entrati dirigetevi verso la casa del custode e, da lì, verso i terrazzamenti di sinistra. Potrete sceglierne uno tutto per voi e restare in contemplazione quasi da soli. Calcolate di rimanere dalle 4 alle 7 ore a seconda che decidiate o meno di fare un trekking su una delle due montagne.
Una volta che avrete esplorato fino all’ultimo battiscopa e ammirato ogni angolazione dell’impressionante vista sulle gole che circondano il sito, potrete prendere una navetta per tornare alla cittadina di Aguas Calientes ma prima non perdete l’occasione di mettere un timbro a forma di Machu Picchu sul vostro passaporto, troverete due postazioni per farlo vicino alla partenza degli autobus. Se volete saperne di più su come organizzare la vostra giornata qui leggete l’articolo su Machu Picchu.

Nel primo pomeriggio prenderete un treno che vi porterà a Poroy in circa 3 ore e mezza e da lì calcolate un’altra mezz’oretta per arrivare a Cusco centro.

GIORNO 14 | CUZCO

Abbiamo già detto quanto ami Cusco e, anche se può sembrare molto, passare 7 notti qui è stata un’idea geniale (me lo dico da sola). Durante la giornata avrete moltissime cose da vedere e di sera potrete gustarvi la sua atmosfera da presepe andino che, con le mille luci, gli ottimi ristoranti e l’allegria che la pervade, non potrà far altro che mettervi di buonumore. 

Dopo il primo assaggio dato qualche giorno fa potrete iniziare la prima vera esplorazione approfondita della capitale andina e, restando in tema di assaggi, non potrete sottrarvi alla moltitudine di squisiti ristoranti che la popolano per provare tutte le sue prelibatezze. In quest’articolo troverete le migliori attività e le cose più interessanti da vedere durante questi giorni e in quest’altro troverete gli indirizzi gastronomici assolutamente imperdibili!

GIORNO 15 | CUZCO e RAINBOW MOUNTAIN

Una delle escursioni in giornata più gettonate di Cusco è sicuramente quella che vi condurrà sui pendii colorati delle Montagne Arcobaleno.
Le Rainbow Mountains sono il classico Instagram spot portato alla ribalta dai social. Apu Vinicunca, detta anche Montaña de Siete Colores, sta vivendo un’improvvisa notorietà che rischia di consumarla deteriorandone il delicato ecosistema per via delle mandrie di turisti che quotidianamente percorrono i suoi sentieri. Fino al 2015 erano solamente gli abitanti della regione a conoscere il magnifico segreto che si nascondeva sotto a uno spesso strato di ghiaccio che, a causa dei cambiamenti climatici, si è sciolto e ha lasciato scoperta la caleidoscopica bellezza dei sedimenti minerali che hanno creato questa tavolozza dai colori inverosimili. In soli tre anni il turismo di massa ha già fatto danni incalcolabili e gli esperti sono estremamente preoccupati per la sua sopravvivenza.

Ci siamo domandati più volte se fosse necessario andare proprio ad Apu Vinicunca per vedere questo fenomeno o se si potesse ammirare anche da altre parti alla faccia degli Instagram spots e – sì – ci sono altri luoghi altrettanto spettacolari dove poter vedere con i vostri occhi increduli questo fenomeno. Noi abbiamo scelto di andare in un’altra montagna a circa 3 ore da Cusco e, partendo alle 5 del mattino, abbiamo potuto fare il trekking in totale solitudine fermandoci a molestare branchi di morbidissimi alpachini e riempirci gli occhi di un paesaggio che, francamente, sembra uscito dritto dritto da un film di fantascienza.
Se vi state domandando dove sia questa famigerata montagna, ecco preferisco non dirlo. Non perchè pensi che non ci potreste comunque arrivare da soli, ma perchè non voglio essere complice di questa sovraesposizione più di quanto non abbia già fatto mostrandovi le foto. Se vorrete visitare le Rainbow Mountains fate qualche ricerca – non fermatevi a Vinicunca – e se possibile fatelo da soli, evitate i gruppi, fatevi portare da un autista locale e cercate di minimizzare il più possibile il vostro impatto ambientale. 

GIORNI 16-17-18 | CUZCO

Come avrete potuto leggere nell’articolo sulle migliori cose da fare a Cusco, questi giorni scorreranno piacevolmente tra spedizioni al mercato, corsi di cucina, camminate sfiancanti sulle colline, visite ad antiche vestigia della civiltà incas, aperitivi panoramici, foto ricordo con alpaca agghindati a festa, cene fenomenali, shopping stravagante ed esplorazioni di quartieri tradizionali.
Godetevi Cusco perchè vi mancherà! All’inizio potrà sembrarvi una città un po’ troppo sottomessa al turismo ma, se avrete il tempo di sbirciare dietro ai mille negozi di souvenir e alle agenzie di viaggio, vi accorgerete che è solo un altro aspetto della città che va a braccetto con un suo lato più autentico e schietto.