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ITINERARI | 15 giorni in Giappone: un viaggio tra modernità e tradizione

QUESTO VIAGGIO FA PER VOI SE

Volete sperimentare l’emozione di dormire in un Ryokan indossando una tradizionale yukata e immergervi in un onsen

Avete sempre desiderato mangiare un okonomiyaki serviti da un sosia di Marrabbio!

Amate la modernità più travolgente, ma desiderate anche degli scorci di pura serenità zen

Desiderate passeggiare in alcuni dei parchi più belli a cui l’uomo abbia dato forma

Volete scoprire tutte le prelibatezze che la cucina giapponese ha da offrire oltre al sushi

Amate tutto ciò che è kawaii, puccioso e tenero!

Il Giappone è un paese inverosimile. In nessun altro luogo del mondo ho visto antiche tradizioni e sfolgorantissima modernità convivere così bene. Qui signore in kimono che passeggiano per viali orlati di grattaceli, animalini dalle forme pucciose venduti fuori dai templi, avveniristici water parlanti, distributori di bibite pazze e sale da gioco super chiassose, vanno a braccetto con quieti monaci amanuensi, casette di legno, mercati ricchi di storia, giardini meditativi e castelli di legno più stratificati di una torta nuziale.

Preparasi al Giappone è importante se si vuole riuscire a capire qualcosina di più sulla cultura del Sol Levante, libri, film, forum e il parere degli esperti non riusciranno comunque ad anticiparvi la meraviglia che questo paese riesce a suscitare! 

A volte odio il Giappone. Lo odio perchè non è un luogo facile da abbandonare. E talvolta temo di essere finito proprio fuori dal mondo. Forse, quando si va fuori dal mondo si va a finire in Giappone (Will Ferguson, Autostop con Buddha)

Ci sono mille siti italiani che parlano esclusivamente di Giappone con più perizia di quanto non faccia io e vi consiglio caldamente di andare a studiarveli un pochino prima di partire: sono più utili di una Lonely Planet! In questo o in quest’altro troverete le guide dei massimi esperti di viaggi nipponici dell’internet mentre io, in questo post, vi racconterò senza alcuna pretesa di esaustività, l’itinerario che abbiamo deciso di seguire facendo una selezione ragionata nel mare magnum delle mille possibilità che il Giappone offre ad un viaggiatore.

QUANDO ANDARE? Noi siamo partiti nella seconda metà di aprile approfittando di un felice incastro di festività ma, col senno di poi, avrei preferito andare in qualsiasi altro mese (tranne d’estate dove si crepa di caldo) perchè dal 29 aprile al 5 maggio in tutto il paese si susseguono una valanga di celebrazioni e feste nazionali che si traducono nella Golden Week giapponese: praticamente la loro unica settimana di vacanza dell’anno! Immaginatevi la baraonda infernale che troverete in giro.. Considerando che anche nei mesi più tranquilli dovrete condividere lo spazio vitale con un profluvio di umanità direi che non c’è bisogno di aggiungerne altra! Riassumendo: evitate la prima settimana di maggio e il mese di agosto e starete benone.

MAPPA DELL’ITINERARIO

LE TAPPE IN BREVE

GIORNO 1 | TOKYO

GIORNO 2 | TOKYO

GIORNO 3 | TOKYO

GIORNO 4 | TOKYO

GIORNO 5 | KANAZAWA

GIORNO 6 | KANAZAWA

GIORNO 7 | TAKAYAMA

GIORNO 8 | TAKAYAMA

GIORNO 9 | KYOTO

GIORNO 10 | KYOTO

GIORNO 11 | NARA

GIORNO 12 | KYOTO

GIORNO 13 | KYOTO

GIORNO 14 | TOKYO

GIORNO 15 | TOKYO

Ed ora ecco l’itinerario del nostro viaggio: vorrei essere sintetica..ma non credo di potere tanto..

GIORNO 1 | TOKYO

La prima cosa da definire per un felice soggiorno a Tokyo è la zona in cui alloggiare! Tra le varie appetitose, caotiche e scintillanti alternative la nostra scelta è, invece, ricaduta sul tranquillissimo quartiere dei librai di Jimbocho. Grazie alla sua atmosfera quieta e rilassata e alla presenza di entrambe le linee della metropolitana, questo è sicuramente uno dei luoghi migliori dove alloggiare in città se volete essere vicini a tutto ma distanti dal caos.

Una volta sistemati, però, sarà il momento di andarlo a cercare questo caos e quale luogo migliore di Shinjuku, la Times Square di Tokyo, cuore pulsante della sua vita notturna, e delirio di locali coloratissimi, ristoranti bizzarri, luci psichedeliche e insegne ipnotiche? Scendete alla Shinjuku-Sanchome Station e immettetevi sulla Shinjuku-Dori che vi condurrà in pochi attimi nel cuore del quartiere. Prima, però, non mancate di fare una visita all’incredibile food court del grande magazzino di super lusso Isetan per ridefinire il concetto di gastronomia sotto la lente della perfezione nipponica e sentirvi poverissimi davanti a una scatola di 35 ciliegie a 88€.

Riemersi dal paradiso della bontà potrete iniziare il vostro pellegrinaggio di shopping in uno dei mastodontici negozi di Uniqlo o Muji, per poi svoltare in Central Road dove incontrerete il leggendario Don Quijote, la mecca di tutti gli shopaholic: una babele di cianfrusaglie aperta h24 con 7 piani di prodotti colorati, ammassati, inutili, allegri e soprattutto tax free. Una specie di paradiso da cui non uscirete più gli stessi.
Quando sarete giunti a evidenti stati di stordimento dovuti a jingle martellanti e canzoncine demenziali prendete il vostro bottino e dirigetevi verso la Kabukicho Ichibangai, la porta dell’omonimo quartiere del divertimento dove verrete travolti da una fiumana di gente pronta a fare ogni genere di festa. Se quella che cercate è un’atmosfera più composta dirigetevi verso il Golden Gai, una serie di strette viuzze appartate dall’aspetto surreale alla Lost in Translation popolate da minuscoli bar che ospitano al massimo una decina di persone alla volta. Si paga anche solo per varcare la soglia di uno di questi microscopici localini, ma l’esperienza merita senz’altro.

Dopo aver vissuto il primo impatto con l’iper modernità di questo paese incredibile potrete ritornare a smaltire il jat-lag e prepararvi a puntare la sveglia per il giorno successivo.

GIORNO 2 | TOKYO

Il secondo giorno a Tokyo inizierà molto presto poichè, per contemplare l’atmosfera mistica dell’antico complesso buddista di Senso-Ji, sarà bene arrivare prima che i negozi aprano e le folle si riversino per le strade. Questo luogo sacro è uno dei più iconici della capitale e si trova nel pittoresco quartiere di Asakusa. Si capisce di essere arrivati quando ci si imbatte nel mastodontico Kaminarimon, la “porta del tuono”, ornata da un’altrettanto smisurata lanterna di carta rossa e nera. Da qui si estende la Nakamise-dori, una strada fitta di piccoli negozi dove acquistare souvenir, cibarie deliziose, ventagli colorati, talismani e oggetti di antiquariato.

Dopo aver visitato il tempio e rivolto una preghiera in segno di buon auspicio, non perdete l’occasione di gustare uno strepitoso melonpan, – un panino dolce ricoperto di un croccante e profumato strato di zucchero – da Kagetsudō Bakery. Già che siete lì buttate un occhio alla Super Dry Hall, la sede a forma di boccale di birra della famosa Ashai Beer e alla Tokyo Sky Tree. Infine dirigetevi verso Kappabashi Dori, una strada popolata da centinaia di negozi che vendono utensili da cucina, stoviglie colorate, pentolame di ogni genere e, soprattutto, le ingegnose riproduzioni in cera di cibarie che servono ai ristoratori per esibire in modo tridimensionale il loro menù dispensandoci dall’analfabetismo alimentare. 

A questo punto avrete già macinato una discreta quantità di chilometri e, per raggiungere il prossimo obiettivo, non abbiate timore di prendere una metro. Alcuni quartieri a Tokyo sono grandi quanto una piccola città ma sono talmente serviti e coperti dalla capillarità della rete metropolitana che sarà facilissimo visitarli. Dirigetevi, dunque, verso Akihabara, una specie di caleidoscopico e immenso supermercato dell’elettronica dove le fantasie adolescenziali vanno a braccetto con l’iper modernità in un’esplosione di manga variopinti, go kart con piloti travestiti da Kero Keroppi, ragazze agghindate da cameriere francesi che vi invitano ad entrare nei Maid Café e ogni genere di ritrovato tecnologico presente e futuro. Percorrete a piedi la Chuo Dori infilandovi in ogni negozio che catturi la vostra attenzione, ma non perdetevi Super Potato per un tuffo nei mitici anni ’80 e ’90, il Mandarake Complex per entrare in uno dei più grandi negozi di anime e manga e Yodobashi Camera per una full immersion di aggeggi e stranezze tecnologiche..senza contare i pazzeschi cream puff di Beard Papa’s che si trova proprio lì accanto.

Se volete avere un’ulteriore dimensione di cosa sia veramente una megalopoli futurista, allora aspettate il tramonto e date uno sguardo alla città dall’alto. Ci sono molti posti in cui farlo, alcuni dei quali gratis come ad esempio il Government Building a Shinjuku. L’estensione a perdita d’occhio di grattacieli, strade sopraelevate, monorail che sfrecciano in mezzo ai palazzi, insegne variopinte e luci è un’immagine di rara potenza.

GIORNO 3 | TOKYO

Il terzo giorno a Tokyo per noi è iniziato con la visita del Palazzo Imperiale ma, dato che sia di palazzo che di imperiale si vede veramente poco e che il giardino intorno non è imperdibile, mi sento serenamente di sconsigliarvelo in favore di altre attività più entusiasmanti!
Andate, invece, in direzione Omotesando, un’elegante location di shopping dove palazzi sfavillanti, brand internazionali e negozi concettuali si collegano alle vie della moda giovanile del quartiere super colorato e divertente di Harajuku. Qui incontrerete personaggi improbabili vestiti e travestiti nei modi più pazzi. Al centro di tutto il trambusto c’è la strada pedonale Takeshita Dori dove potrete trovare ogni più assurda creazione che la gente abbia mai concepito di mettersi addosso. La ressa titanica è parte integrante del pacchetto, ma se soffrite di agorafobia non è il posto per voi!
A questo punto sarete comprensibilmente provati dalla vita e apprezzerete oltre ogni immaginazione la possibilità di farvi una distensiva passeggiata all’interno del magnifico e rigoglioso Parco Yoyogi per raggiungere il Tempio Meji Jingu la cui atmosfera vi proietterà in un clima raccolto e mistico.
Ritemprati dal conforto che solo la natura sa dare, sarete pronti per raggiungere un’altro luogo caotico e iconico nel celebre quartiere di Shibuya. Per raggiungere il leggendario incrocio dal tori di ingresso del Parco avrete due scelte: percorrere uno stradone rapido ma privo di attrattive girando alla vostra destra in Fire Street, oppure tornare indietro un pezzettino su Omotesando e girare a destra dopo il mega store Kiddyland seguendo Cat Street fino in fondo.
Cat Street è una stradina commerciale molto hipster che collega Harajuku a Shibuya dove potrete trovare bei negozietti, gallerie d’arte, caffè e localini interessanti. Una volta arrivati a Shibuya sarete al cospetto dell’incrocio più fotografato della storia dell’urbanistica mondiale e, dopo aver fatto parte anche voi della massa umana che lo attraversa, potrete guardarvelo dall’alto gustandovi un caffè da Starbucks.
Dall’altra parte della piazza vi aspetterà la statua di Hackiko, il buon cagnolone diventato simbolo di lealtà incondizionata, una virtù molto cara alla cultura giapponese!

GIORNO 4 | TOKYO

Il quarto giorno a Tokyo iniziatelo con una visita al mercato di Tsukiji. Fino a pochi anni fa questo era il quartiere che ospitava il celebre Mercato del Pesce ma ora, col suo trasferimento in una struttura moderna e asettica a Toyosu, è rimasto solo il mercato esterno che vende streetfood, alimentari e articoli da cucina che, però, merita assolutamente di essere visitato!

Una volta soddisfatto il vostro appetito, potrete raggiungere a piedi in una decina di minuti il cuore elegante del quartiere di Ginza nella modernissima Chuo-Dori. Questa zona è un vero e proprio parco giochi progettuale dove le fantasie pirotecniche di architetti prestigiosi si sono trasformate in negozi e grandi magazzini di lusso.
Qui potrete fare shopping nel più grande Uniqlo del Giappone e far visita al più bel negozio di giocattoli della città (Hakuhinkan) o ad una cartoleria di 18 piani (Itoya) e fermarvi nella pasticceria del vincitore della la Coupe du Monde de la pâtisserie, Hidemi Sugino.

Dopo aver incendiato la vostra carta di credito nella bellissima Ginza sarete pronti per avventurarvi nel quartiere di Ueno, sede di uno dei parchi più belli della città dove potrete sfuggire al trambusto immergendovi nelle sue rilassanti aree verdi, visitando i templi e i santuari che lo popolano e facendo un’immancabile giro sullo stagno Shinobazu a bordo di un kitschissimo pedalò a forma di cigno.
Quando sarete rigenerati e zen a sufficienza dirigetevi verso la zona di Ameyoko partendo dall’incrocio tra Ueno Park St. e Chuo-Dori. Questa via dello shopping corre accanto ai binari sopraelevati del treno ed è un’insieme di negozietti e bancarelle che vendono di tutto, dall’abbigliamento ai cosmetici, dal pesce fresco alle spezie e dove potrete trovare molto folclore, molti personaggi inconsueti e molto cibo! Proprio qui c’è uno dei migliori ristorantini di tonkatsu, di cui vi parlo in questo articolo, dove potrete fare un pit stop per cena. Se non sarete troppo devastati dalla giornata e avrete voglia di proseguire la serata in un locale di maid, un karaoke o giocando ai videogiochi non vi resterà che proseguire per una quindicina di minuti a piedi per raggiungere il quartiere di Akihabara.

GIORNO 5 | da TOKYO a KANAZAWA

La mattina del quinto giorno sarà il momento di salutare la cara Tokyo dirigendovi verso Kanazawa e sarà anche il momento di dare un senso all’acquisto del vostro Japan Rail Pass (di cui vi parlo in questo articolo) godendovi un viaggio sulla rete Shinkansen a 260km all’ora sperimentando la quintessenza dell’efficienza! 
Kanazawa è una città dove si respira un’atmosfera rilassata e autentica che vi conquisterà. Centro economico della prefettura di Ishikawa, si trova a due passi dal mare ed è circondata dalle Alpi giapponesi. Avendo vissuto lungamente all’ombra delle più famose città industriali del paese e non avendo alcun obiettivo di rilievo, è stata risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale mantenendo, così, intatti interi quartieri di edifici storici. Il collegamento diretto con Tokyo è stato aperto solo nel 2015 e la città si sta pian piano aprendo al turismo.

Per iniziare dedicate due o tre ore alla visita del parco Kenroku-en. Considerato a ragion veduta uno dei giardini più belli del Giappone, si trova in posizione centrale vicino al castello e comprende alcuni laghetti artificiali, dei sentieri incantati, collinette che sembrano fatte di pelouche e alcune antiche case da thè tatticamente affacciate sull’acqua per agevolare l’effetto meraviglia. Probabilmente non vorrete andarvene più via, ma se troverete la forza di separarvi da quegli angoli pacifici, potrete prendere un bus subito fuori dall’ingresso principale per raggiungere in pochi minuti la zona di Nagamachi, conosciuta anche come il quartiere dei Samurai.
Qui il tempo si è fermato all’epoca feudale dell’illuminato clan Maeda in un pittoresco intrico di vicoli lastricati, antiche case di legno nascoste dietro ad alte mura e un’affascinante rete di canali. Qui potrete anche visitare alcune case dei samurai tra cui la spettacolare Nomura-ke che, con il suo magnifico giardino, è uno dei luoghi più suggestivi della città!

GIORNO 6 | KANAZAWA

Iniziate il vostro secondo giorno a Kanazawa con la visita del suo maestoso Castello. Gli interni, come quasi tutti gli interni degli edifici giapponesi, non presentano nessun pregevole orpello o particolare guizzo decorativo, ma sono un’ottimo esempio della straordinaria abilità costruttiva delle maestranze alla corte del clan Maeda. Dopo aver ammirato, rigorosamente senza scarpe, il superbo incastro di travi di legno che costituisce il suo scheletro, potrete concedervi una rilassante passeggiata nei giardini che lo circondano. 

Ormai si sarà fatta ora di pranzo quindi potrete dirigervi baldanzosi verso il mercato di Omicho che, al di là del nome puffoso, è uno dei mercati ittici più famosi di questa parte del Giappone e un compendio di cenatinaia di bancarelle di pesce e cibarie di ogni tipo: tra allegri tonni decapitati, granchi delle dimensioni di un frisbee e crocchette di patate degne di un monumento non morirete certo di fame!

Una volta visitato tutto il mercato e afferrato lo spirito locale, potrete spostarvi in prossimità del fiume dove si trova uno dei quartieri più affascinanti della città: Higashi Chaya. Si tratta di un’area storica splendidamente conservata conosciuta per lo più come il quartiere delle Geishe. Qui si concentravano, infatti, un gran numero di splendide sale da thè che venivano frequentate dai riccazzi della zona e dalle loro intrattenitrici preferite. Questa è, senza dubbio alcuno, una delle zone più affascinanti, suggestive e romantiche da visitare, dedicatele il giusto tempo! Se sarete presi benissimo e avrete ancora voglia di immergervi in queste atmosfere sappiate che a Kanazawa ci sono altri due quartieri che preservano questo stile: Nishi Chaya-gai e Kazuemachi.

GIORNO 7 | SHIRAKAWA-GO e TAKAYAMA

Per raggiungere Shirakawa-go partirete di buon ora dalla fiammante stazione di Kanazawa e in poco tempo vi ritroverete immersi tra le montagne. Ci vorrà poco più di un’oretta per raggiungere l’incantevole villaggio e, una volta lì, verrete catapultati tra casette di legno con spioventissimi tetti di paglia, vivaci risaie, giardini profumati da erbe aromatiche e succulenti ortaggi, ciliegi in fiore, boschi di pini allampanati e canali gorgoglianti: un’atmosfera fiabesca e ferma nel tempo! Qui potrete avere un assaggio di un Giappone più autentico, che resiste fieramente alla modernità esibendo il suo patrimonio storico e culturale.

Per godere del magnifico panorama dall’alto e ammirare l’assetto urbanistico del graziosissimo borgo e delle sue case gassho-zukuri potrete scarpinare per una decina di minuti verso il Tenshukaku Observatory che si trova sulla collina alle spalle della stazione dei bus.

Terminata la visita potrete rimettervi in strada e in un’oretta raggiungerete la città di Takayama! Questo pomeriggio potrete dedicarlo al relax immergendovi nel tradizionale splendore di un ryokan, in questo articolo vi parlo di quello che abbiamo scelto noi. 

GIORNO 8 | TAKAYAMA

Quanto ho amato Takayama! Forse è perfino stata la mia città preferita, quindi vi esorto pacatamente a non perdete un attimo del tempo che potrete trascorrere qui!! 

La città si può comodamente girare in bici e sono moltissimi gli alberghi e i ryokan che le mettono a disposizione dei clienti. Iniziate la giornata con una visita al carinissimo Miyagawa Morning Market, lungo l’omonima sponda del fiume, dove potrete trovare bancarelle di cibo, prodotti locali e amenità varie. Proseguite con una bella immersione nell’avvincente distretto di Sanmachi dove antiche case di legno del periodo Edo sono intervallate da distillerie di sake, negozietti di artigianato e graziosi ristorantini pieni di fiori ricreando un’atmosfera pittoresca e suggestiva.
L’esplorazione del quartiere terminerà con l’attraversamento del celebre ponte rosso di Nakabashi e continuerà nella Takayama Jinya, la dimora storica dei governatori sede degli uffici dello shogunato di Edo fino a fine ‘800 e unico edificio di questo genere sopravvissuto con caparbietà alle traversie della storia giapponese.

Nel pomeriggio non mollate le vostre biciclette e pedalate verso il tempio Sakurayama Hachimangu, un vero gioiello boschivo, dove potrete apprezzare il delizioso santuario di legno circondato da una corona di pini che troneggia alle sue spalle e un colossale tori che incornicia una viuzza caratteristica.
Ogni anno il tempio celebra una coloratissima e festosa ricorrenza con l’Autumn Festival in cui degli strabilianti carri allegorici sfilano per la città agghindati con decorazioni tutt’altro che sobrie, bambole meccaniche e lanterne. Se volete apprezzarli in tutto il loro sontuoso ed elaborato splendore potrete recarvi al museo Yatai Kaikan dove sono esposti 4 degli 11 carri a rotazione.

 

GIORNO 9 | KYOTO

In circa 3 ore di treno da Takayama potrete raggiungere la sbalorditiva città di Kyoto, un luogo che formicola di bellezze architettoniche, giardini sontuosi, viuzze tradizionali, fulgidi templi e quartieri vivaci. 

Noi abbiamo scelto un albergo nel cuore di Gion e questo ci ha permesso di essere a un tiro di schioppo da molte attrazioni della nostra wish list e di poter godere della fascinosa vita del quartiere.
Una volta arrivati potrete subito buttarvi nella fiumana di gente che ogni giorno si trova a bighellonare tra le vie più caratteristiche della città e raggiungere in pochi minuti il santuario buddista Kenninji che, con i suoi 800 anni di storia, è il più antico tempio zen di Kyoto.
Una volta lodata la prodigiosa abilità con cui è stata pettinata la ghiaia del giardino potrete continuare il vostro itinerario verso le romantiche viuzze che si arrampicano sulle colline in un susseguirsi di preziose case di legno e scorci di una bellezza struggente, ma prima fate capolino nel tempio più colorato della città, il Yasaka Kōshindō, dove i fedeli scrivono i propri desideri su delle morbide palle di stoffa variopinte e le appendono sull’edificio.
Attraversando la piazzetta antistante buttate un occhio al Hōkanji Temple ma per vedere il suo profilo migliore dovrete proseguire per un centinaio di metri e voltarvi per guardarlo di spalle mentre svetta tra le basse costruzioni tradizionali in quella che è, senza dubbio alcuno, l’immagine più celebre della città di Kyoto.
Arrivati qui imboccate l’adorabile stradina di Ninenzaka che saprà sciogliere anche i cuori più aridi con il suo fascino d’antan e uno scenario che sembra sospeso nel tempo. Attraversate gli stretti vicoli traboccanti di amenità e per raggiungere il custode di Gion, il variopinto Yasaka Jinjia, e addentrarvi nel Mauyama-koen, un quieto e pacifico parco che vi accompagnerà verso la strabordante maestosità del Chion-in (noi a causa di alcuni lavori di restauro abbiamo potuto apprezzarlo soltanto da fuori) e, infine, verso l’ultima tappa di questa giornata, il piccolo e incantevole santuario Shoren-in che, con il suo giardino di sfolgorantissima bellezza, vi saprà conquistare.

GIORNO 10 | KYOTO

Al secondo giorno a Kyoto la sveglia suonerà molto ma molto presto. Maledirete un po’ chi ve l’ha fatto fare, ma quando arriverete al Fushimi Inari senza anima viva sarà uno dei momenti più belli dell’intero viaggio!
Noi ci siamo fatti prendere la mano e siamo arrivati alle 5.45 davanti alle poderose porte colorate che anticipano l’ingresso ai mitologici corridoi di tori rossi e abbiamo potuto vagabondare con aria assorta e meditativa concedendoci il lusso della contemplazione finchè i morsi della fame non ci hanno imposto di trovare un posticino appartato per fare un sacrosanto picnic.
Ricordate, però, che la parte bella non finisce dopo le prime centinaia di metri, ma continua per quasi 5km in mezzo a un bosco esuberante e a decine di templi devoti alla Dea Inari, protettrice dell’agricoltura e – col cambiare del tessuto sociale – dei commerci nel senso più ampio possibile. Per completare il percorso impiegherete circa 3 ore ma vi assicuro che ne varrà la pena

Dopo il bellissimo trekking sul monte Inari potrete tornare verso la città e scendere alla Demachiyanagi Station dalla quale potrete raggiungere in una quindicina di minuti di bus il magnifico Padiglione d’Argento Ginkaku-ji che, francamente, d’argento non ha proprio nulla ma vi offrirà mirabili scorci naturalistici sul pregevolissimo giardino e dei padiglioni realizzati con immensa maestria.

Il Padiglione d’Argento è opportunamente collocato in prossimità del Sentiero del Filosofo, una piacevole passeggiata che si snoda lungo un canale fiancheggiato da alberi di ciliegio che vi condurrà a visitare il quieto e raccolto Hōnen-in Temple.

Dopo aver macinato tutti questi chilometri potrete tornare verso Gion e riposarvi un po’ prima di immergervi nuovamente nelle stradine del quartiere antico in direzione Kiyomizu Dera per ammirare il tramonto dal complesso di santuari più strabiliante e famoso di tutto il paese che, tra le altre mirabolanti attrattive, offre una bellissima vista sulla città.

GIORNO 11 | NARA

Nara è stata la prima capitale del Giappone e la matrice da cui si è sviluppata la cultura sociale a artistica del paese. Qui, per l’appunto, ci sono ben 8 siti riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco che, considerando le dimensioni relativamente ridotte della città, è un vanto mica da ridere.

Partendo dalla Stazione di Kyoto impiegherete circa un’ora di treno per raggiungerla e, una volta lì, potrete decidere se noleggiare delle biciclette come fanno in molti o girarvela a piedi.
La prima sosta sarà al complesso templare di Kōfuku-ji dove, tra le pagode, potrete già adocchiare i primi cervi impertinenti che popolano spavaldamente la città. Da qui potrete addentravi nello sterminato Parco di Nara dove circa 1200 esemplari vivono sereni la loro esistenza di mammiferi cornuti riproducendosi a ritmi forsennati, bullizzando i turisti e obbligandoli a ingozzarli di biscotti. 

All’interno del grandioso parco si trova anche il Tōdai-ji, la più grande costruzione di legno al mondo dove alloggia un titanico Buddha di 14 metri e il Santuario Kasuga famoso per le migliaia di lanterne di pietra che accompagnano i visitatori verso l’ingresso del tempio. Il tutto è immerso in una natura esuberante che provoca un’estrema fascinazione e contribuisce a creare uno scenario mistico e surreale.
Prima di tornare a Kyoto potrete esplorare le vie del centro intorno a Sanjo Dori che offrono qualche grazioso negozietto e bancarelle di golosità.

GIORNO 12 | KYOTO

Di nuovo a Kyoto potrete proseguire iniziando la giornata con una visita al Nikishi Market, un luogo che sarà in grado di regalarvi un’esperienza sensoriale avventurosa ed entusiasmante. E’ praticamente impossibile contare le bancarelle di ortaggi improbabili, stranezze marine, tuberi immersi in liquidi preoccupanti, tempura vaporosi e proposte gastronomiche che vi faranno sbavare come dei labrador. Non siate timidi! In Giappone si mangia ad ogni ora del giorno e quindi nessuno si agiterà se vorrete addentare un calamaro grigliato o una crocchetta di patate alle 10 del mattino.

Dato che la viabilità di Kyoto non è esattamente la più efficace del paese a volte sarà più facile muoversi a piedi e, anche in questo caso, in una mezz’oretta di cammino potrete raggiungere il Castello Nijo circondato da un altezzoso fossato e pronto a travolgervi con le sue meraviglie. Spesso la magnificenza degli edifici giapponesi surclassa di gran lunga gli interni che, generalmente, sono spogli e privi di ornamenti. Anche in questo caso la mancanza di arredi rispecchia la frugalità nipponica ma la frugalità si ferma qui perché le tappezzerie, i soffitti a cassettoni, i paraventi, gli intagli e i decori che ornano anche l’ultimo battiscopa dichiarano tutto il potere e la ricchezza dello shogunato.

Dopo una tonificante passeggiata nei giardini del Castello potrete raggiungere un altro luogo che ha fatto dello sfarzo la sua cifra stilistica: il Padiglione d’Oro Kinkaku-ji. Questo luogo di una bellezza abbagliante era una delle cose che più desideravo vedere dal vivo ma, haimè, è stata una profonda delusione. Lui è magnifico, intendiamoci, ma c’era talmente tanta gente assiepata intorno al lago su cui si affaccia il tempio intenta a fare selfie e starnazzare a tutto volume che era praticamente impossibile muoversi o godersi lo spettacolo. Al di là dei fortissimi attacchi di misantropia generati dalla ressa incontrollata, mi sono veramente mancati il raccoglimento, l’atmosfera, la contemplazione, la pace che si dovrebbero respirare in un luogo di tale splendore. Niente, spero che a voi vada meglio!

GIORNO 13 | KYOTO

Dopo la faticosa esperienza del giorno prima in quello che rimarrà noto nei secoli dei secoli come “l’effetto Tempio d’Oro”, abbiamo preferito puntare nuovamente la sveglia di buon’ora (cosa che vi suggerisco di fare in ogni caso).
Per poter visitare il bosco di bambù di Arashiyama ascoltando il suono del vento tra le canne anzichè il vociare sciattone dei turisti cinesi sarà opportuno arrivare tra le 6.30 e le 7.30 del mattino, i templi nei dintorni non apriranno prima delle 8.30 quindi dovreste avere quel vantaggio strategico che vi consentirà qualche minuto di esplorazione solitaria e il tempo di fare una bella colazione al sacco.

Quando sarete soddisfatti e avrete bighellonato a sufficienza per le adorabili stradine intorno alla foresta andate a visitare il tempio Tenryū-ji con il suo superbo giardino in cui la natura si è arresa alla determinazione dei giardinieri creando degli scenari incantati.

Ritornati in stazione potrete scattarvi qualche foto nella Kimono forest dove dei cilindri trasparenti racchiudono dei tessuti in fantasie tradizionali che vengono utilizzati per realizzare i kimono creando una simpatica galleria colorata.

Ritornati in centro dedicatevi alla zona più moderna della città lanciandovi nello shopping dei grandi magazzini Daimaru o Takashiyama oppure in Teramachi Dori e le vie coperte che incrociano il mercato Nikishi. A fine giornata non mancate di fare un giro nella zona di Pontocho che verso l’ora del tramonto si anima e diventa piacevolmente caciarona con una gran quantità di ristorantini e locali affacciati sul fiume Kamo.

Tra le attività da non perdere assolutamente durante un viaggio in Giappone ci sono sicuramente una serata al karaoke e una partita al più bislacco gioco del pianeta, il pachinko. Non chiedetemi cosa sia, ci ho giocato, non ho capito niente, sono uscita frastornata, col mal di testa, una sensazione di smarrimento e quattro caramelle gommose.. credo che l’obiettivo sia proprio di stordire la gente affinchè non si renda conto di quello che sta spendendo. Ecco, se non avete ancora provveduto, a Kyoto potrete fare entrambe le cose in uno dei tanti locali di Kawaramachi Dori.

GIORNI 14-15 | TOKYO

Gli ultimi due giorni a Tokyo potrete dedicarli ad esplorare alcune delle zone che avete tralasciato o uno degli strabilianti musei della città. Il più sbalorditivo è il Museo Edo-Tokyo che all’interno di un edificio cubico dall’architettura ultra moderna, vi offrirà uno spettacolare tuffo nella storia della città durante il periodo Edo attraverso plastici, ricostruzioni, reperti e fotografie. Per cambiare completamente genere potrete poi fare una visita al Team Lab Planet (o al vicino Team Lab Borderless), un museo d’arte digitale unico al mondo con opere interattive proiezioni, stanze morbidose, planetari fioriti e ogni genere di follia visiva. Ultimo ma non meno curioso, è il Museo Ghibli che celebra il mondo incantato creato dal più illustre animatore giapponese, Hayao Miyazaki.

Comunque deciderete di concludere il vostro viaggio in Giappone, sono sicura che vi resterà la sensazione di avere ancora molto da capire. Servirà un altro viaggio!