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ITINERARI | 20 giorni in Myanmar: un road trip tra le mille pagode

QUESTO VIAGGIO FA PER VOI SE

Amate il Sud Est Asiatico che, qui, ritroverete in tutto il suo fascino antico

Non vi spaventano lunghi spostamenti su strade sconnesse

Preferite guardare il paese dal basso piuttosto che dal finestrino di un aereo

Gioite davanti a un tripudio di storia, architettura asiatica e filosofia buddhista

Volete immergervi in atmosfere ferme nel tempo

Trovate accettabile un viaggio dove l’unica forma movida sia andare a fare delle offerte al tempio o calarsi dentro a grotte abitate da pipistrelli costipati

Vi entusiasma l’idea che in alcuni luoghi meno battuti dal turismo l’attrazione da fotografare sarete voi..e che per farlo ci sarà la fila

Prologo. Quando sei anni fa mio marito mi chiese di sposarlo la mia reazione nell’ordine fu, lacrime scomposte, strepiti molesti, risatine isteriche e poi con serietà assoluta: “Sì, ma in viaggio di nozze andiamo in Birmania!”. E così è stato.

Per chi non lo sapesse la Birmania e il Myanmar sono lo stesso paese. Difficile dire quale sia il nome con cui è più conosciuto, io per non sbagliare nel titolo ne ho messo uno e qui lo chiamo con l’altro! 

La ragione di tanta convinzione, sul viaggio non sul matrimonio, fu che sognavo questo paese fin da quando ero ragazzina. Anziché desiderare di spalmarmi su una spiaggia a Ibiza con un vodka lemon, cosa che comunque avrei fatto, avevo in testa i racconti di mia nonna che era stata in Birmania negli anni ‘90 e dei miei genitori che avevano seguito le sue orme pochi anni dopo. Insomma, era una tradizione di famiglia e chi ero io per spezzarla così sconsideratamente?

Ci sono viste al mondo dinanzi alle quali uno si sente fiero di appartenere alla razza umana. Bagan all’alba è una di queste (Tiziano Terzani)

Ci sono innumerevoli modi per affrontare un viaggio on the road in un paese così variamente stratificato e complesso, noi abbiamo scelto di farci scarrozzare in giro da un driver locale che, nel frattempo, è diventato un caro amico.

Di solito amiamo andare in giro per conto nostro, siamo instancabili ma lenti come delle tartarughe sarde perché impieghiamo ore a fare foto, girare video e studiare ogni minuscola pietra che ci si pari davanti agli occhi, quindi l’idea di avere una guida che ci stia col fiato sul collo non rientra nel nostro universo.

Un driver, però, è tutt’altra faccenda! Il codice stradale selvaggio e la segnaletica indecifrabile rendono piuttosto scoraggiante l’idea di noleggiare una macchina, e i mezzi di trasporto pubblici sono spesso dei baracchini inverosimili che richiedono complicati incastri orari per raggiungere la destinazione.. ma con un driver, invece, potrete conquistare agilmente la vostra meta con una spesa ragionevolissima e inoltre, se sarete fortunati come noi, potrete avere un amico che vi regalerà una generosa dose di folclore locale.

In Asia abbiamo decretato che questo sia il modo più pratico per spostarci quindi, salvo alcune occasioni in cui prendere treni, piroghe, carretti o bus locali fosse la scelta più conveniente, abbiamo continuato su questa strada in tutti i nostri viaggi.

Tornando alla Birmania.. una volta scelto come muoverci ci siamo, dunque, rivolti ad un’agenzia locale, la formidabile Sonny Travel Group, per individuare la persona giusta che potesse essere il nostro Virgilio e, una volta incontrato l’adorabile Htun siamo partiti baldanzosamente per quest’avventura.

MAPPA DELL’ITINERARIO

LE TAPPE IN BREVE

GIORNO 1 | YANGON

GIORNO 2 | YANGON

GIORNO 3 | KYAIKTIYO

GIORNO 4 | MAWLAMYINE

GIORNO 5 | HPA-AN

GIORNO 6 | TAUNGGU

GIORNO 7 | KALAW

GIORNO 8 | KALAW

GIORNO 9 | INLE

GIORNO 10 | INLE

GIORNO 11 | INLE

GIORNO 12 | KALAW

GIORNO 13 | BAGAN

GIORNO 14 | BAGAN

GIORNO 15 | BAGAN

GIORNO 16 | MONYWA

GIORNO 17 | MANDALAY

GIORNO 18 | MANDALAY

GIORNO 19 | MANDALAY

GIORNO 20 | PARTENZA

Ecco dunque il nostro itinerario per una fantastica esperienza Birmana:

GIORNO 1 | YANGON

Diciamocelo, Yangon non assomiglia affatto alle altre grandi città del Sud Est Asiatico. Non devi farti il segno della croce per attraversare la strada come ad Hanoi, non è sovrappopolata di turisti come Bangkok e neanche lontanamente moderna ed efficiente come Singapore, ma ha un fascino da antica città coloniale romanticamente decadente che ve la farà tanto amare.

Il primo giorno dedicatelo all’esplorazione a piedi della città, potrete visitare la bizzarra e affascinante Sule Paya l’unica pagoda su una rotonda stradale, passeggiare per le vie del centro tra le bancarelle di cibo, fermarvi in una delle numerose case del thè che troverete lungo le strade, per vivere un’esperienza estremamente locale, e fare un’esplorazione nel turistico Bogyoke Aung San Market dove, però, potrete trovare un’ottima rappresentazione dell’artigianato birmano. Potrete finire la giornata con la visita alla strepitosa Shwedagon Paya che, con la quantità di commovente bellezza che ha da offrire, vi impegnerà per qualche ora!

GIORNO 2 | YANGON

Se come noi amate i mercati potrete recarvi al mercato dei prodotti freschi, il Thiri Mingalar Market, per vedere un po’ di vita autentica poi potrete spostarvi verso il centro per ammirare le più belle rappresentazioni del Buddha di tutto il paese: lo troverete disteso nella Chaukhtatgyi Paya e seduto nella Ngahtatgyi Paya. Nel pomeriggio potrete riappacificarvi con la natura al Kandawgyi Park dove vi attenderà uno dei laghi naturali che popolano la città col suo verde e riposante parco.

GIORNO 3 | KYAIKTIYO

Partendo da Yangon in direzione Kyaiktiyo, ovvero l’arcinoto Golden Rock, la prima sosta sarà Bago, pittoresca e antica capitale del regno, dove alberga una ragguardevole quantità di templi maestosi, Buddha assorti e pregevolissime reliquie varie. Tra i luoghi da non perdere ci sono la Kyaik Pun Paya, la Shwemawdaw Paya e il Shwethalyaung Buddha che con i suoi 54m di lunghezza e 16m di altetezza ci dà l’idea di quanto questo paese prenda sul serio il concetto di venerazione.

Nel pomeriggio arriverete al piccolo paese di Kinpun da dove partono i camioncini che, con un certo impeto, trasportano i viaggiatori fino alla sommità della montagna per venerare la sacra roccia aurea. Il nostro consiglio è senza dubbio di dormire vicino al Golden Rock perché, anche se le strutture ricettive sono piuttosto inespressive, l’esperienza di vedere i fedeli in preghiera che accendono candele e fanno offerte avvolti dai languidi colori del tramonto ha qualcosa di insolitamente mistico

GIORNO 4 | MAWLAMYINE

Dopo una suggestiva alba con lo sfondo della venerabilissima roccia dorata sarà tempo di riemergere da questa bolla di sacralità e ritornare a Kinpun con una turbinante e avvincente discesa sulle camionette straripanti di fedeli. Il prossimo obiettivo sarà raggiungere lo Stato MonQuest’area, ignorata dal turismo di massa, è interamente composta da panorami straordinari, templi fascinosi e bizzarie geologiche di ogni sorta. Dirigendovi verso il mare troverete ad attendervi pigramente la splendida città di Mawlamyine, antica capitale dell’Impero Britannico in Birmania. Non perdete la bizzarra U Khanti Paya, l’iconografica U Zina Paya ma, soprattutto, appropinquatevi alla Kayakthanlan Paya durante le ultime ore del giorno poiché sarà uno dei luoghi più belli per godersi un romantico tramonto sulla baia.

GIORNO 5 | HPA-AN

Dopo un’allegra visita al mercato di Mawlamyine potrete prendere una vacillante imbarcazione di legno per recarvi alla minuscola e pittoresca isoletta di Shampoo Island dove, oltre ad un grazioso tempio, c’è un interessante complesso monastico con tanto di gioiosi e spensierati monachelli.

Per avere un’idea più precisa della dimensione della venerazione per il nostro illuminato preferito, però, dovrete recarvi al Win Sein Taw Ya dove, in mezzo alla campagna, troverete ad attendervi un Buddha disteso lungo ben 170 metri introdotto da centinaia di ulteriori sue raffigurazioni che lo immortalano in ogni posizione contemplativa conosciuta e sorvegliano placidamente le strade di accesso. Da lì potrete dirigervi verso lo Stato Karen nella zona di Hpa-an dove verrete travolti dai memorabili scorci naturalistici delle sue campagne ricolme di emozionanti grotte, scene di vita bucolica, sacri templi e montagne carsiche. I luoghi più affascinanti sono le avventurose Saddar Cave, l’inverosimile monastero di Kyauk Kalap e la distesa di Buddha ai piedi del Mt Zwekabin.

GIORNO 6 | TAUNGGU

Dopo aver visitato le stupefacenti Kawgun Cave e Yathaypyan Cave potrete proseguire la risalita verso il nord del paese in direzione Taunggu che, neanche a dirlo, ha un passato da capitale del regno di qualche sovrano e si presenta come una brulicante cittadina con un bel lago, templi dorati, mercati vivaci e una profusione di cigni. Per voi sarà soprattutto un’agognata sosta dopo diverse ore di strade sconnesse.

GIORNO 7 | KALAW

Questo giorno sarà concepito come un driving day: da Taunggu a Kalaw saranno circa 7 ore di macchina ma i paesaggi, le scene di vita e i villaggi che attraverserete renderanno questo sforzo degno di nota. Una delle esperienze più interessanti del viaggio sarà, infatti, attraversare la capitale del paese, la spettrale Naypyidaw, uno straordinario esempio della prepotenza e dell’irrazionalità del governo militare che nel 2005 decise di spostare la sua capitale da Yangon a questo luogo costruito in gran segreto nel mezzo del prepotentissimo nulla. La città, davvero mastodontica, nonostante dichiari più di un milione di abitanti risulta talmente deserta da sembrare il set di un film post apocalittico. Vedere strade di oltre venti corsie che si estendono a perdita d’occhio completamente vuote sarà un’immagine estremamente potente. 

Arrivati a Kalaw preparatevi ad entrerete in un’atmosfera coloniale d’altri tempi. Qui i funzionari dell’Impero Britannico venivano per sfuggire al cado delle pianure e crearono una hill station con molti graziosi edifici di ispirazione vittoriana. Il piccolo centro accoglie un grazioso mercato, l’imperdibile e luccicante Aung Chan Tha Zedi e il più sobrio monastero buddhista Thein Taung Paya.

GIORNO 8 | KALAW

Il curioso miscuglio di etnie che nel tempo ha trovato casa tra queste montagne regala un’ampia varietà culturale che va dai gurkha nepalesi agli indiani hindu, sikh e musulmani che popolano le zone intorno alla città. Quello che caratterizza principalmente la frizzante località di Kalaw è, infatti, la possibilità di fare splendidi trekking sulle montagne circostanti e visitarne i villaggi. Sarà necessario, oltre che estremamente interessante, farsi accompagnare da una guida locale che saprà trasferirvi una gran quantità di informazioni sulle tradizioni del luogo.

GIORNO 9 | INLE

La strada che da Kalaw vi porterà verso il Lago Inle attraversa un’incredibile varietà di coltivazioni e vi darà l’opportunità di ammirare scene bucoliche di rara bellezza. La prima tappa della giornata sarà nel curioso complesso di grotte di Pindaya conosciuto come tempio di Shwe Oo Min. Qui una piccola galassia di Buddha di disparata fattezza è stipata in ogni piccolo pertugio fino ai soffitti in roccia creando un effetto tra il frastornante e lo stupefacente. Appena fuori dal luogo sacro potrete visitare alcune piccole ed interessanti manifatture dei tradizionali ombrellini in carta di riso.

Proseguendo verso Inle incontrerete un antico e fascinoso monastero di legno, lo Swe Yan Pyay, dove tra le decine di maestose opere d’arte ammassate nella sala principale, potrete osservare e fotografare con brama di esotismo i novizi che studiano chini sui propri libri di preghiera. Arrivati all’imbarcadero potrete prendere la vostra taxi boat che vi condurrà ad uno degli strepitosi alberghi sull’acqua che popolano fieramente questo immenso lago e godervi quello che, probabilmente, sarà uno dei tramonti più speciali di sempre.

GIORNO 10 | INLE

Uno degli spettacoli più entusiasmanti in cui vi imbatterete durante il vostro viaggio vi verrà gentilmente offerto dal Lago Inle che, con i suoi bislacchi villaggi di palafitte, gli orti galleggianti, le imbarcazioni degli intrepidi pescatori e i formicolanti mercati riuscirà a stupirvi ad ogni giro di boa. Potrete iniziare la vostra esplorazione con una visita al Mercato dei 5 giorni che si tiene a rotazione nei diversi villaggi che affacciano sul lago. Vi attenderanno, poi, gli straordinari laboratori di tessitura e le fragranti fabbriche di sigari, le ingegnose coltivazioni in idrocultura, il tempio Phaung Daw Oo dove si trovano quattro veneratissime statue del Buddha talmente ricoperte di foglie d’oro dai fedeli da aver assunto le sembianze di Barbapapa, e il Nga Hpe Kyaung detto anche il Monastero del gatto che salta.

GIORNO 11 | INLE

Il secondo giorno sul lago Inle potrete dedicarlo alla visita del villaggio di Inthein (o Inndein). Arrivare lì con una delle simpatiche barchine di legno che sfrecciano indomite sull’acqua sarà un’esperienza all’Apocalypse Now.. ma un filino più divertente. Una volta a terra potrete visitare un notevole agglomerato di stupa divorati da una prepotente vegetazione che, negli anni, ha preso armoniosamente dimora nelle fessure degli zedi divenendo parte della loro architettura. Da lì una breve passeggiata potrà condurvi ad altri due stupa in rovina appollaiati in cima alle colline a nord del villaggio e sorvegliati da un avvizzito monaco eremita. Dopo una discreta salita, una volta guadagnata la cima, potrete godere di una splendida vista sul lago e sulle pianure circostanti.

GIORNO 12 | KALAW

Dopo aver trascorso due giorni a immortalare le meraviglie lacustri sarà giunta l’ora di spostarvi verso Bagan, ma non senza delle imperdibili soste che delizieranno il vostro bagaglio di immagini strepitose da riportarvi a casa. Prima tappa della giornata sarà Kakku. Questo luogo dalla divertente onomatopea situato nello Stato Shan ha aperto le porte ai turisti solo in tempi recenti. Quest’area della Birmania è stata, infatti, al centro di forti tensioni dovute al coinvolgimento delle etnie locali con i traffici dei personaggini poco raccomandabili del famoso Triangolo d’oro. Per visitare il sito di Kakku sarà necessario essere accompagnati da una guida locale di etnia Pa-Oh che incontrerete nella capitale Taunggyi e vi condurrà attraverso un coreografico labirinto di 2.478 stupa multiformi affastellati in modo ordinato su una superficie di un chilometro quadrato. Amerete tantissimo. Dopo aver sentito risuonare centinaia di campanelle mosse dal vento ed aver rimirato i venerabilissimi templi potrete proseguire il vostro tragitto fino alla già nota cittadina di Kalaw dove vi fermerete nuovamente per la notte.

GIORNO 13 | BAGAN

La strada per Bagan offrirà ancora una volta l’occasione di attraversare adorabili villaggi, coloratissimi mercati e rigogliose piantagioni ma, soprattutto, una sosta al Monte Popa di cui vi parlo entusiasticamente qui. Dopo una dinamica visita alla dimora dei Nat, con tanto di scimmiesca compagnia, ennemila scalini e viste mozzafiato, arriverete finalmente a Bagan: un must assoluto di ogni viaggio in Birmania.

GIORNO 14 | BAGAN

Bagan è un luogo talmente straordinario che gli ho dedicato addirittura tre articoli.. In questo potete farvi un’idea dei templi imperdibili e di tutte le prodigiose attrazioni della zona, in quest’altro vi elargisco una serie di informazioni pratiche per un’efficace e fruttuosa visita e nell’ultimo articolo, infine, vi racconto la meraviglia di volteggiare con una mongolfiera sopra alla distesa di templi più grande del mondo.

Il primo giorno dedicatelo interamente a scorrazzare tra le antiche vestigia con il vostro mezzo di locomozione preferito e godetevi un tramonto di commovente bellezza appollaiati sulle terrazze di una pagoda centenaria. Nella pianificazione delle vostre attività considerate sempre di rintanarvi in hotel nelle ore più calde per non soccombere alla canicola.

GIORNO 15 | BAGAN

Potrete iniziare questa giornata con una magica fluttuazione nei cieli a bordo di un mastodontico pallone aerostatico e proseguire, poi, le vostre perlustrazioni fino all’ora di pranzo. Dopo aver scampato un colpo di calore immersi nella piscina del vostro hotel o abbracciati ad un ventilatore, potrete riprendere la visita iniziando dal villaggio di Myinkaba dove dei valenti artigiani profondono le loro energie nella creazione di minuziosissime lacche. Concludete come sempre con un incantevole tramonto: di tramonti non ce n’è mai abbastanza!

GIORNO 16 | MONYWA

Probabilmente la partenza da Bagan sarà malinconica, dovrete però fare ciao ciao ai templi e rimettervi in marcia verso la prossima destinazione. La città di Monywa in sé è piuttosto insipida ma i dintorni offriranno gustose attrattive. La campagna che circonda questo centro fluviale ospita, infatti, alcuni strabilianti e improbabili siti tra cui il mirabolante complesso di Hpo Win Daung con i suoi 492 templi scavati nelle colline e il più contenuto ma imponente Swe Ba Taung, un’insieme di 46 templi rupestri che la Lonely Planet definisce magistralmente “una Disneyland buddhista collocata in una Petra in miniatura”.

GIORNO 17 | MANDALAY

Prima di arrivare a Mandalay dovrete continuare l’esplorazione nelle campagne adiacenti a Monywa perchè lo spettacolo più bizzarro vi aspetterà proprio lì. Inizierete con la Thanboddhay Paya, una costruzione che più che a un tempio assomiglia prepotentemente ad un’istrice indiana con tutte le estremità puntute e i pinnacoli che la sovrastano. I suoi ideatori hanno portato il concetto di kitsch a un livello del tutto inedito e psichedelico ricoprendo ogni superficie del tempio con sgargianti colori pastello, infiorescenze, bestiole assurde e un numero imprecisato di immagini del Buddha. Ma se credevate di aver visto tutto, ecco, aspettate di arrivare al Bodhi Tataung una sorta di Buddhatopia che vi accoglierà pronta a stordirvi con il Buddha Garden, dove migliaia di statue identiche del Venerabilissimo meditano serenamente immerse nella vegetazione, e due delle più sbalorditive creazioni mai concepite dall’uomo: il Buddha eretto che con i suoi 129 metri e 31 piani si classifica come il secondo più alto al mondo e il Buddha disteso lungo 95 metri. Dopo esservi dedicati alla conta delle statue col pallottoliere arriverete finalmente a Mandalay.

GIORNO 18 | MANDALAY

Le cose da visitare in questa zona sono talmente tante che speriamo abbiate conservato un po’ di forze per affrontare gli ultimi giorni di viaggio. Le antiche città, che si susseguono a poca distanza l’una dall’altra, hanno la caratteristica di essere state in periodi diversi tutte capitali del Regno Birmano quindi ricchissime di storia e preziose architetture.

L’organizzazione è essenziale per riuscire a vedere la gran quantità di sfolgoranti meraviglie. Inizierete visitando i laboratori dove avviene la lavorazione della foglia d’oro, proseguirete sul tema andando ad ammirare la Mahamuni Paya dove con la foglia d’oro ci hanno dato parecchio dentro ricoprendo la solenne statua dell’Illuminato con uno spessissimo e prezioso strato.

Prossima fermata Amarapura, dove potrete arrivare in tempo per assistere alla cerimonia del pasto nella rinomata scuola monastica di Mahagandayon (intorno alle 10.30) dove oltre 1.000 monaci vivono e studiano gli antichi testi della filosofia buddhista. Proseguite verso Sagaing dove visiterete il variopinto tempio Umin Thounzeh e il mitologico Soon U Ponya Shin Paya. Dopo pranzo potrete ripartire in direzione Inwa dove ammirerete l’intricata cesellatura lignea del monastero Bagaya Kyaung e l’imponente struttura di quello di Maha Aungmye. Rientrando a Mandalay vi potrete fermare a vedere un tramonto con l’U Bein Bridge sullo sfondo, un’altra immagine perfetta che vi entrerà nel cuore.

GIORNO 19 | MANDALAY

L’ultimo giorno a Mandalay andrete a visitare Mingun, una delle località più affascinanti della zona. Si tratta di un grazioso villaggio affacciato sul fiume Irrawaddy che si raggiunge con una breve navigazione su una borbottante e caratteristica imbarcazione. Una volta lì non vi farete certo mancare una corsa sul tipico taxi locale, un simpatico carretto trainato da impazienti bovini che vi porterà fino alla suggestiva Pahtodawgyi, una struttura in rovina che era destinata a diventare la più grande pagoda del mondo se soltanto il re che ne aveva ordinato la costruzione non fosse morto lasciandola in balia dei terremoti.

Le manie di grandezza di questo sovrano continueranno con la Mingun Bell, una mastodontica campana di bronzo alta 4 metri e larga 5. Ultima fermata della vostra esplorazione in questi luoghi ameni sarà l’avvincente Hsinbyume Paya, uno dei luoghi più fotogenici del paese che con la sua pazza architettura bianchissima, che ricorda tanto una torta a piani, si differenzierà da ogni altro bizzarro tempio visto in questo viaggio.

Tornati a Mandalay vi aspetterà il Palazzo Reale, un’enorme e variegata struttura composta da numerosi edifici in legno. Sempre di legno è anche il monastero Shwenandaw Kyaung, un tripudio di bellezza e abilità artigianale con una quantità di splendidi pannelli intarsiati e intricate decorazioni in teak. Prima di andare a godervi l’ultimo tramonto sulla morbida collina che sovrasta la città non mancate di fermarvi alla Kuthodaw Paya dov’è conservato il libro più grande del mondo.

GIORNO 20 | PARTENZA

La fine del viaggio porterà con sé un velo di mestizia, da Mandalay riprenderete il vostro aereo verso casa e ritornerete ai luoghi familiari, ai cibi dai nomi comprensibili e alla cultura quotidiana.. ma sarete più ricchi.

In una ventina di giorni avrete visto centinaia di templi, attraversato fiumi e laghi, fatto trekking in montagna e camminato sotto il polveroso sole della pianura, avrete percorso chilometri a piedi nudi sui pavimenti sacri, perlustrato caverne, mangiato frutti tropicali, pregato con i monaci, esplorato mercati variopinti, visto decine di tramonti e magari qualche alba, volteggiato nell’aria dentro a un pallone aerostatico e scattato centinaia di immagini perfette che porterete nel cuore per sempre.